Le scorte di rame al London Metal Exchange (LME) sono più che raddoppiate nel giro di due mesi. È un segno evidente che la domanda si sta indebolendo.
Anche i prezzi segnalano che il mercato è debole, tanto che all’inizio della scorsa settimana, sono scesi al livello più basso delle ultime cinque settimane, toccando gli 8.110 dollari per tonnellata (oggi, 22 settembre, il contratto LME a tre mesi quota 8.255 dollari). La discesa è stata favorita dalla Federal Reserve americana (FED) che ha dichiarato che la sua politica rimarrà restrittiva per un lungo periodo, spingendo il dollaro ai massimi di sei mesi.
Gli stock LME sono raddoppiati per il secondo mese consecutivo
Secondo ING, ci potrebbero essere ulteriori rialzi dei tassi che ostacoleranno i prezzi del rame, in un contesto di domanda già debole.
Come accennato, fino ad oggi nel mese di settembre le scorte sono aumentate di oltre il 50%, dopo un aumento simile nel mese di agosto. Con 162.900 tonnellate di rame nei magazzini LME va comunque considerato che esiste teoricamente anche il rischio di repentini aumenti di prezzo, poiché si tratta di un livello di giacenza storicamente basso.

Inoltre, lo sconto per la consegna a breve termine rispetto al contratto a tre mesi continua ad aumentare, il che segnala che nei magazzini LME potrebbero essere in arrivo ulteriore metallo. Sempre secondo ING, si tratta dello sconto più ampio nella serie storica di dati risalenti al 1994.
Mercato preoccupato per il settore immobiliare della Cina
Tanto per cambiare, è il mercato cinese che sta dando la direzione ai prezzi del rame. La ripresa economica della Cina rimane deludente, mentre crescono le preoccupazioni per il settore immobiliare dopo che Moody’s Investors Service ha messo sotto osservazione (rischio declassamento) due dei più importanti promotori immobiliari del paese: China Jinmao Holdings Group e China Vanke.
In questo contesto i rischi per il rame restano al ribasso da qui a fine anno. Senza forti stimoli per far ripartire la domanda, il mercato è destinato alla depressione e le previsioni di ING sono per un prezzo medio nel 2023 di 8.582 dollari per tonnellata.
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