Era quasi un anno che non si vedevano i prezzi del nichel al di sotto dei 20.000 dollari per tonnellata. È successo il 29 giugno, quando il prezzo LME è sceso a 19.975 dollari, il minimo dal 18 luglio 2022.
Anche se nei giorni seguenti il prezzo si è risollevato sopra i 20.000 dollari, le pressioni ribassiste continuano a dominare il mercato. D’altronde, i fondamentali sembrano sfavorevoli, con una domanda debole a livello globale e l’offerta indonesiana di nichel ancora in crescita.
Un surplus di oltre 200.000 tonnellate
Da inizio anno, secondo Argus, le quotazioni hanno perso circa il 35% (valevano infatti 31.325 dollari). Lo scorso anno l’offerta di nichel ha superato di gran lunga la domanda, creando un surplus strutturale che quest’anno è in aumento. L’International Nickel Study Group prevede un surplus globale per il 2023 di oltre 200.000 tonnellate.
Eppure quest’anno non sembrava promettere male. La Cina aveva posto fine alle sue rigide restrizioni anti-Covid e, a febbraio, la produzione di acciaio inossidabile era cresciuta in modo significativo. Ma, nelle settimane successive, il tanto atteso rimbalzo cinese non si è concretizzato come molti speravano, con conseguenze negative sui prezzi e sui margini di produzione. Tra gennaio ed aprile, le esportazioni cinesi di acciaio inox sono diminuite del 6% su base annua (86.000 tonnellate).
Anche in Europa i fondamentali hanno remato contro. La necessità di ridurre i magazzini ha provocato una riduzione degli ordini di acciaio inossidabile per i produttori europei. Le conseguenze sono stati prezzi del nichel in discesa, compresi quelli dei rottami d’acciaio. Secondo Nornickel, il consumo di nichel in Germania, che rappresenta quasi un quarto dei consumi dell’Unione Europea (UE), è diminuito del 10% su base annua tra gennaio e giugno.
Prospettive da qui a fine anno
Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, il mercato lascia intravedere scenari contrastanti.
La Cina si sta sforzando di sostenere la propria economia con maggiori spese in infrastrutture, in parte anche con le risorse che erano state frenate lo scorso anno dai lockdown per il Covid-19. Questi arretrati di spesa dovrebbero far crescere a domanda di nichel per la produzione di acciaio inox.
Al contrario, in Europa, le prospettive riguardo all’acciaio inossidabile rimangono deboli, mentre l’offerta di metallo continuerà a crescere.
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