Il caso del furto di rame subito da Aurubis sta facendo molto rumore. Una danno per diverse centinaia di milioni di euro che hanno fatto crollare i titoli azionari della società alla borsa di Francoforte (-17%).
Ma lo scandalo sta scuotendo l’intero settore globale dei metalli, proprio in un periodo di altre grandi turbolenze.
Non si era mai visto nulla di simile
Secondo Bloomberg, i fornitori di Aurubis manipolavano i dettagli sulle spedizioni di rottami metallici che l’azienda utilizza per alimentare le sue fonderie di rame, con la complicità di alcuni dipendenti nel reparto di campionamento. Sembrerebbe una classica truffa da rottamaio, in combutta con qualche dipendente corrotto per falsificare sulla carte o i pesi o la qualità delle materie prime consegnate. Tuttavia, anche i veterani del settore dicono di non aver mai visto nulla di simile, almeno per quanta riguarda le quantità di metallo coinvolte.
Gli ammanchi sono venuti fuori quando nel processo produttivo è emerso che mancava metallo. Una evidenza che ha richiesto circa quattro settimane, che sono il tempo che intercorre prima che il rame venga lavorato.
Danni per centinaia di milioni di euro
Comunque, per saperne qualcosa di più sarà necessario attendere circa un mese, il tempo che Aurubis prevede sarà necessario per avere un rapporto dettagliato dell’accaduto. Come accennato, i dati preliminari fanno pensare a perdite che potrebbero essere nell’ordine delle centinaia di milioni di euro.
Aurubis opera sul mercato da più di un secolo ed è il più grande produttore di rame di tutta Europa. Secondo Morgan Stanley la truffa solleva grandi incertezze e molte domande sulla gestione delle scorte e nel mondo del trading ci sono enormi perplessità sul fatto che un’azienda delle dimensioni di Aurubis non abbia procedure di controllo interne efficaci e allarmi per prevenire casi del genere.
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