Chi commercia rottami teme gli effetti del “sovranismo delle risorse”

Sembra sempre più chiaro che la designazione di materia critica o strategica della UE soffocherà il libero commercio internazionale di rottami.

Nel nuovo secolo il libero mercato rischia di diventare un ricordo lontano. Infatti, negli ultimi anni, i governi di tutto il mondo si sono dati da fare per erigere ostacoli al commercio transfrontaliero, compreso quello dei rottami, soprattutto se contenenti rame.

Una parte del problema è che chi riceve rottami, si ritrova mescolati anche materiali inquinanti o comunque difficili da riciclare. È il caso, per esempio, della Cina e della Malesia che hanno introdotto restrizioni per i rottami metallici rossi importati.

Sempre più ostacoli per il commercio transfrontaliero

Ma anche nell’Unione Europea (UE) tira aria di “sovranismo delle risorse“. I commercianti di rottame sono preoccupati per il fatto che la UE stia aggiungendo sempre più ostacoli, richiedendo ulteriori documenti e autorizzazioni per poter spedire materiale nei paesi extra-UE.

Le associazioni del riciclo in Europa lamentano l’ampliamento dell’elenco delle materie prime critiche (CRM) per includere una seconda categoria denominata materie prime strategiche (SRM), dentro la quale è stato collocato anche il rame.

È ormai sotto gli occhi di tutti che una forma di “nazionalismo delle risorse” ha preso piede un po’ ovunque, con i governi che creano elenchi di metalli e altri materiali ritenuti critici, strategici o comunque vitali per l’interesse nazionale, a tal punto da rendere problematico il commercio transfrontaliero.

I commercianti di rottame in Europa saranno penalizzati dalle misure protezionistiche

Anche negli Stati Uniti, ad agosto, il Dipartimento dell’Energia ha ufficialmente aggiunto il rame alla sua lista dei materiali critici. Tuttavia, fino ad oggi, non c’è alcun parallelo tra questa classificazione e misure protezionistiche.

Tornando al settore del riciclo in Europa, è indubbio che le misure protezionistiche sul rottame limitano l’accesso dei commercianti di rottame al mercato globale, mentre creano un sistema protetto per le fonderie e le acciaierie che non avranno più concorrenti esteri nell’approvvigionamento di scarti.

Perciò, il mese scorso, la European Recycling Industries’ Confederation (EURIC) ha rilasciato l’allarme sugli elenchi della UE delle materie prime strategiche, che sembrano liste create in modo non trasparente e fatte apposta per l’aggiunta illimitata di materiali con cui si vogliono proteggere alcuni gruppi economici a discapito di altri.

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