Estrusi di alluminio: il CBAM quanto peserà davvero sui prezzi
CBAM e mercato degli estrusi: scenari, numeri , prezzi e implicazioni strategiche per buyer e importatori di alluminio in Europa.
Analisi e approfondimenti di mercato
CBAM e mercato degli estrusi: scenari, numeri , prezzi e implicazioni strategiche per buyer e importatori di alluminio in Europa.
Un focus sui principali produttori mondiali di estrusi in alluminio e sulle nuove strategie industriali dei leader di settore.
L’avvio definitivo del CBAM nel 2026 cambia gli equilibri dell’acciaio inox in Europa: vantaggi temporanei per i produttori UE, ma costi più elevati e rischi di delocalizzazione nel medio periodo.
L’industria cinese dell’alluminio sta attraversando una profonda e sistematica trasformazione. La competizione industriale si sta spostando da una battaglia di scala e costi a una competizione globale di vantaggi green e a basse emissioni di carbonio.
Dopo il lungo rally del rame dobbiamo attenderci una correzione nel breve termine? Il trend rialzista di lungo periodo è rimasto intatto?
Elementi un tempo marginali sono diventati strategici per i militari, l’industria globale e la geopolitica. Una nuova era dei metalli, silenziosa ma decisiva, è già iniziata.
Il metallo chiave dell’economia moderna si avvia verso una fase di domanda in forte crescita, mentre l’offerta resta rigida. Secondo stime recenti, senza nuovi investimenti il mercato potrebbe affrontare un deficit significativo entro il 2040.
Restrizioni all’export, scorte ai minimi e nuove applicazioni tecnologiche hanno trasformato il tungsteno in uno dei metalli più strategici e volatili del mercato globale.
Nel 2026 il mercato dei metalli resta al centro delle dinamiche globali, sospinto da deglobalizzazione, tensioni geopolitiche e fragilità delle catene di approvvigionamento.
Rame, stagno, alluminio e argento stanno diventando metalli strategici, spinti da prezzi record, scarsità di offerta e tensioni geopolitiche.
La domanda di acciaio in Italia è in crisi: consumi ai minimi storici, industria manifatturiera in difficoltà e investimenti pubblici frenati dal debito.
Tra miniere sempre più digitali, vincoli sull’offerta di metalli critici e ridefinizione delle catene di approvvigionamento, l’equilibrio del mercato si fa più complesso e strategico.
Prezzi in ripresa, tensioni sull’offerta e interventi governativi stanno ridefinendo equilibri e strategie lungo tutta la catena del valore dell’alluminio.
Ad oggi, la maggior parte delle riserve mondiali è concentrata in pochi paesi chiave, con implicazioni strategiche rilevanti per industria, transizione energetica e geopolitica globale.
Il 2026 si profila come un anno di consolidamento più che di svolta: mercati sostenuti da politiche favorevoli e dall’integrazione dell’intelligenza artificiale, ma immersi in un contesto geopolitico fragile e frammentato.
La miniera di Simandou sta rendendo la Guinea un attore chiave nel mercato mondiale del minerale di ferro, con la Cina che espande il suo potere siderurgico anche in Africa.
Il rame si avvia verso un deficit strutturale dal 2026, spinto dalla crescita di data center, reti elettriche e veicoli elettrici, mentre l’offerta fatica a reagire tra ritardi nei progetti, vincoli geopolitici e investimenti insufficienti.
Sono state estratte circa 216.000 tonnellate d’oro, mentre nel sottosuolo rimangono circa 64.000 tonnellate di riserve.
Il motore industriale europeo continua a perdere colpi. Produzione in calo, energia troppo cara, delocalizzazioni e ritardi tecnologici stanno accelerando la deindustrializzazione della UE.
L’aumento dei dazi statunitensi, gli elevati costi energetici e la capacità di riciclo inutilizzata stanno spingendo la UE a valutare la possibilità di limitare le esportazioni di rottami.
Negli ultimi mesi, un numero crescente di aziende del settore siderurgico della UE ha segnalato incendi e interruzioni della produzione.
La produzione di petrolio pesante e acido del Venezuela, pari a 1-1,1 milioni di barili al giorno, è fondamentale per le raffinerie statunitensi e asiatiche. Qualsiasi interruzione potrebbe far impennare i prezzi del Brent e del gasolio.
Non fa rumore come il rame né gode dell’aura strategica delle terre rare, ma è il metallo che oggi tiene il mondo in bilico tra carenze di offerta e dipendenza dalla Cina.
Sorprendente impennata dei prezzi e carenza di scorte senza precedenti fuori dalla Cina. Il mercato dello zinco ha perso il suo equilibrio.
Un analisi approfondita sul commercio globale di rottami di rame nel 2025. Dove si stanno spostando i flussi del riciclo di metallo rosso? Quali sono i driver che li stanno indirizzando?
Il nuovo patto tra USA e Australia sui minerali critici mira a ridurre la dipendenza dalla Cina, ma la realtà è che Pechino mantiene un controllo quasi totale sulla raffinazione delle terre rare e sul know-how tecnico.
Il mercato del rame è diviso tra chi prevede nuovi record di prezzo e chi invece teme un eccesso di offerta e una domanda in calo.
Costi energetici elevati, bassa domanda, export cinese e dazi stanno provocando il crollo del settore siderurgico europeo.
Dopo anni di prezzi deludenti e sotto-investimenti, le materie prime sembrano avviarsi verso un nuovo super ciclo.
Dopo decenni di surplus, il mercato dell’alluminio si avvia verso una crisi di segno opposto: scarsità strutturale di metallo.