Acciaierie d’Italia: lo stop imposto dal Tribunale di Milano riapre lo spettro della fine dell’ex Ilva di Taranto

La decisione della Corte d’Appello di Milano potrebbe segnare un punto di svolta decisivo per il futuro dell’ex Ilva di Taranto, fino a mettere seriamente in discussione la sopravvivenza stessa dello storico impianto siderurgico. I giudici hanno infatti ordinato ad Acciaierie d’Italia (ADI) di sospendere entro 90 giorni tutte le attività dell’area a caldo, ritenendo che lo stabilimento rappresenti un rischio per la salute pubblica a causa di irregolarità ambientali non adeguatamente affrontate.

Secondo la sentenza, l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata nel 2025 non avrebbe risolto due criticità fondamentali: la presenza di amianto ancora all’interno del sito e le emissioni di polveri sottili, considerate potenzialmente pericolose per la popolazione. Per poter riavviare la produzione, l’azienda dovrà eliminare completamente l’amianto residuo e adottare interventi efficaci per ridurre le emissioni a livelli ritenuti sicuri.

L’eventuale fermata dell’area a caldo avrebbe conseguenze enormi. Si tratta infatti del cuore produttivo dello stabilimento, indispensabile per la produzione dell’acciaio. La sua chiusura comporterebbe di fatto l’arresto dell’intero ciclo integrato, alimentando il timore che questa possa rappresentare la fine dell’Ilva così come è stata conosciuta negli ultimi decenni.

Le ripercussioni non riguarderebbero soltanto la produzione nazionale di acciaio, ma anche il mercato europeo. L’ex Ilva resta infatti uno dei principali asset siderurgici italiani e un suo stop provocherebbe una significativa riduzione dell’offerta, con possibili effetti sui prezzi e sulla disponibilità di materiale per numerosi settori industriali.

La sentenza arriva inoltre in un momento particolarmente delicato, mentre il Governo italiano è impegnato nella ricerca di un investitore disposto a rilevare Acciaierie d’Italia. Il provvedimento giudiziario rischia però di complicare ulteriormente qualsiasi trattativa, aumentando l’incertezza sul futuro dello stabilimento e sulla sua sostenibilità economica.

Per affrontare l’emergenza, il Governo ha convocato una riunione straordinaria dedicata sia al dossier Ilva sia all’aumento dei costi energetici. Le decisioni che verranno prese nelle prossime ore potrebbero risultare determinanti non solo per il destino di Acciaierie d’Italia, ma anche per quello dell’intera siderurgia italiana.

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