Molti investitori sono rimasti un po’ delusi dalle ultime performance dell’oro. È vero che il suo prezzo è abbastanza vicino ai 2.000 dollari per oncia (oggi, 31 agosto, quota 1.942 dollari), tuttavia le aspettative dei rialzisti dell’oro erano molto alte e qualcuno si aspettava di vedere le quotazioni almeno a 2.500 dollari.
Di certo, non possiamo certo dire che l’oro si sia comportato male negli ultimi 20 anni, visto che ha messo segno un aumento di circa il 500%. Il bene rifugio per eccellenza in tempi tumultuosi, rimane comunque un candidato a prossimi rialzi visto gli eventi politi ed economici che stiamo attraversando.
Se anche per gli analisti più esperti è difficile capire esattamente quando salirà l’oro, esistono però alcuni indicatori che gli investitori possono monitorare per fare delle ipotesi plausibili sul futuro dei prezzi del metallo prezioso.
La storia recente dei prezzi
Un buon punto da cui partire è certamente la storia recente dei prezzi, a partire dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. Il prezzo dell’oro aveva iniziato il 2022 a circa 1.800 dollari l’oncia e, poco prima che la Russia invadesse l’Ucraina il 24 febbraio di quell’anno, l’oro veniva scambiato a 1.864 dollari. Nelle due settimane successive, mentre crescevano i timori per le inevitabili ricadute economiche globali, il metallo giallo aveva sfondato il livello di 2.000 dollari. L’8 marzo raggiungeva il valore record di 2.074,60 dollari.
Ma a frenare il rally del metallo giallo è arrivata la Federal Reserve americana (FED) che, per allentare le pressioni inflazionistiche, ha cominciato ad aumentare i tassi di interesse. Gli aumenti dei tassi sono generalmente negativi per l’oro perché quando i tassi sono più alti, diventano più redditizi altri prodotti di investimento (quelli che maturano interessi).
Di conseguenza, alla fine dei primi sei mesi dello scorso anno, l’oro valeva come a inizio anno. Di fatto, il metallo giallo aveva dimostrato di essere un bene molto richiesto dagli investitori in un momento di crisi geopolitica e di inflazione galoppante.
Ma veniamo a quest’anno. Durante il primo semestre ci sono stati ulteriori rialzi dei tassi d’interesse che hanno rafforzato le preoccupazioni sulla recessione, accendendo discussioni sulla necessità da parte delle banche centrali di invertire la rotta. In questo contesto, l’oro è salito ancora una volta sopra la soglia dei 2.000 dollari ed ha sfiorato il suo massimo storico, prima di tornare al livello di 1.900 dollari a giugno.
Oggi che ci sono segnali che la FED potrebbe essere giunta alla fine del suo ciclo di rialzi dei tassi, molti pensano che il momento della riscossa per i prezzi dell’oro sia vicino.
Come si stanno muovendo domanda e offerta?
Il report 2022 del World Gold Council (WGC) indica che l’offerta totale di oro dello scorso anno è aumentata del 2% rispetto al 2021. Il WGC attribuisce questa crescita al miglioramento della produzione delle miniere d’oro e ad un leggero aumento del riciclo di metallo. La produzione delle miniere è ripresa dell’1%, raggiungendo il massimo degli ultimi quattro anni a 3.612 tonnellate.
Osservando i dati del WGC riguardo ai primi sei mesi di quest’anno, gli investimenti in lingotti d’oro e monete d’oro hanno registrato una crescita continua, guadagnando il 5% nel primo trimestre e il 6% nel secondo trimestre su base annua. Questa domanda è arrivata in un contesto di elevata inflazione e di crescente rischio geopolitico. Le regioni con la domanda più alta sono state la Turchia e il Medio Oriente.
La domanda di gioielli in oro è rimasta stabile nel primo trimestre, mentre è aumentata del 3% su base annua nel secondo trimestre. Tradizionalmente, i gioielli in oro rappresentano il 50% della domanda globale di metallo giallo.
Nel frattempo, gli ETF sull’oro hanno registrato 50 tonnellate di deflussi netti nel primo semestre del 2023, rispetto alle 223 tonnellate di afflussi nel primo semestre del 2022.
Infine, vanno considerati gli altri grandi protagonisti del mercato degli ultimi anni: i banchieri centrali. Secondo l’ultimo sondaggio del WGC sulle banche centrali, quasi un quarto degli intervistati prevede di aumentare le proprie riserve auree nel prossimo anno.
Quando salirà il prezzo dell’oro?
Molti analisti ritengono che ci siano molti fattori favorevoli a che l’oro possa superare nuovamente i 2.000 dollari nel corso di quest’anno o il prossimo.
APMEX prevede un prezzo di 2.100 dollari, mentre CPM Group crede che l’oro raggiungerà il suo massimo storico l’anno prossimo. Se quest’anno la media dei prezzi potrebbe essere superiore ai 1.900 dollari, la media del prossimo anno supererà i 2.000 dollari.
Comunque, gli esperti invitano a tenere d’occhio i piani della FED. Finché ci saranno dubbi sul pericolo che la FED voglia alzare i tassi di interesse, il rally dell’oro non partirà.
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