Peggiorano le previsioni di ArcelorMittal sulla domanda di acciaio

ArcelorMittal taglia le sue previsioni sulla domanda globale di acciaio, ma supera le aspettative sugli utili trimestrali.

Il secondo più grande produttore di acciaio al mondo (primo in Europa), ha abbassato le previsioni sulle sue spedizioni di acciaio per quest’anno. È una conferma che la domanda globale di acciaio sta scendendo.

Secondo ArcelorMittal, la domanda mondiale di acciaio (Cina esclusa) dovrebbe crescere dall’1% al 2% quest’anno, in calo rispetto a quanto previsto (dal 2 al 3%) in precedenza. Le cause del peggioramento sono l’aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti e la debolezza del settore edile in Europa, ma anche in Brasile il mercato si sta indebolendo.

L’azienda rimane ottimista sui consumi nei mercati che presiede

Ciò nonostante, il CFO dell’azienda ha detto ai giornalisti di essere relativamente ottimista sul consumo di acciaio nei mercati presidiati da ArcelorMittal per quest’anno. D’altronde, è notizia di questi giorni che nei piani strategici della multinazionale indiana c’è il raddoppio della sua capacità produttiva in India.

ArcelorMittal (che ha la sua sede a Lussemburgo) ha riportato utili del secondo trimestre che hanno superato le aspettative (pur in calo di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e il valore dei suoi titoli azionari sono cresciuti dell’1,93% (26,14 euro) a seguito della pubblicazione dei risultati di bilancio.

Male l’attività mineraria (ferro)

La società ha riportato un utile core del secondo trimestre di 2,6 miliardi di dollari, la metà della cifra di un anno fa ma leggermente superiore alle previsioni di 2,5 miliardi di dollari. In termini di spedizioni, da aprile a giugno, ArcelorMittal ha spedito 14,2 milioni di tonnellate di acciaio, in calo di circa il 2,1% rispetto ai 14,5 milioni di tonnellate spedite nel trimestre precedente e solo dell’1,4% rispetto ai 14,5 milioni di tonnellate spedite un anno fa.

Nel secondo trimestre è andata male la parte mineraria, influenzata negativamente dalla minore produzione di minerale di ferro e dai costi di trasporto più elevati.

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