I consumi di acciaio nella UE cresceranno nel 2024. Lo dice Eurofer

Durante il prossimo anno il consumo apparente di acciaio potrebbe aumentare del 5,4% nell’Unione Europea. Ma quest’anno i consumi scenderanno.

L’ultimo rapporto di EUROFER (European Steel Association) indica un netto miglioramento per il 2024 del consumo apparente di acciaio nell’Unione Europea (UE). La previsione dell’associazione dei produttori di acciaio europei vede un aumento del 5,4%.

Cosa favorirà in modo così marcato la domanda di acciaio nel prossimo anno? Fondamentalmente, le prospettive industriali in Europa dovrebbero migliorare e ciò porterà ad un impatto favorevole (dal punto di vista di chi produce) sui prezzi dell’acciaio.

Ma, anche su queste previsioni, aleggia una forte incertezza, in un mercato che nel corso di quest’anno continuerà ad indebolirsi, tanto che il consumo apparente di acciaio per il 2023 dovrebbe essere in calo dell’1%. Quest’anno registrerà rallentamenti diffusi e, soltanto a partire dal terzo trimestre, si vedranno miglioramenti nella domanda.

Calano i prezzi dell’energia ma sono ancora troppo alti

Come tutti sanno, esperti o semplici osservatori, anche la siderurgia è strettamente correlata con il mercato energetico. Dopo lo shock energetico seguito alla guerra in Ucraina, i prezzi del gas sono scesi, pur rimanendo a livelli che sono ancora troppo elevati per il settore industriale.

Il prezzo del gas al TTF, il mercato di riferimento europeo, è sceso a circa 28 euro per megawattora a inizio giugno, anche grazie alle aspettative che per il prossimo inverno l’Europa riuscirà a cavarsela con le scorte accumulate e con una maggiore diversificazione delle fonti energetiche rispetto al 2022. Tuttavia, i prezzi del gas ai livelli attuali sono circa 5 volte superiori ai 5,71 euro per megawattora che si registravano a inizio giugno 2020.

La concorrenza agguerrita dell’Asia ha fatto scendere i prezzi dei prodotti piani

Attualmente, i produttori di prodotti piani (soprattutto HRC),stanno affrontando la concorrenza delle importazioni dell’Asia che stanno spingendo i prezzi verso il basso. La Cina ha sofferto di sovrapproduzione nel primo trimestre a fronte di una crescita più lenta del previsto. Perciò deve vendere il materiale in eccesso. Secondo EUROFER, i prezzi attuali risentono di un calo medio di quasi il 27% su base annua (750 euro a tonnellata contro 1.030 euro di un anno fa).

Ciò nonostante, la produzione dei settori utilizzatori di acciaio è cresciuta del +3,1% anche nel 2022 (nel 2021 era stata del +6,7%).

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