Energia

Tutte le facce del petrolio

Siamo proprio sicuri di sapere di cosa stiamo parlando quando ci riferiamo al petrolio? Un piccolo approfondimento per una materia prima che, nel bene o nel male, gioca un ruolo determinante nel destino economico e politico di quasi tutti i paesi del globo.

Quando si parla di petrolio chiunque ha in mente cos’è.

Il petrolio, un liquido nero e infiammabile, lo abbiamo visto tante volte in televisione e qualcuno potrebbe averlo persino toccato sulle spiagge di qualche sfortunata zona di mare molto inquinata.

Ma siamo proprio sicuri di sapere di cosa si tratta? Il bitume o il greggio sono anch’essi petrolio? E cosa è il light crude oil?

Iniziamo questo breve viaggio nel settore petrolifero per conoscere le basi dell’oro nero della nostra società, indispensabili per gli investitori interessati al settore ma anche per chi non si accontenta di informazioni approssimate e superficiali sulla più importante delle materie prime.

Il valore commerciale del petrolio è tanto più alto quanto minore è la presenza di zolfo e quanto maggiore è la percentuale di benzine

Quando si parla di greggio convenzionale (il greggio o grezzo è il petrolio così come viene estratto dai giacimenti) ci si riferisce ad un combustibile fossile che è costituito da una miscela di idrocarburi, denso, viscoso, di colore che può andare dal nero al marrone scuro, passando dal verdognolo fino all’arancione. La maggior parte del petrolio del mondo è greggio convenzionale.

Al contrario, il bitume è una miscela di idrocarburi densa, che ha bisogno di essere riscaldato o diluito prima di diventare liquido e che contiene più carbonio rispetto all’idrogeno. Inoltre, ha più impurezze (azoto, zolfo e metalli pesanti) rispetto al greggio convenzionale. Questo è il bitume naturale, da non confondersi con il bitume artificiale, ottenuto dalla distillazione del greggio.

Considerando invece i giacimenti di petrolio, è importante distinguere tra quelli convenzionali e quelli non convenzionali. I primi contengono petrolio in forma liquida e quindi più facile da estrarre e da trasportare. I secondi contengono greggio in acque profonde o in scisti, rocce sedimentarie contenenti kerogene, un tipo di materia organica che produce petrolio e gas. I depositi di petrolio di scisto (shale oil) sono presenti in tutto il mondo,  ma i paesi che ne hanno una maggiore quantità sono gli Stati Uniti, la Cina, la Russia, l’Argentina e la Libia.

Un’altra distinzione utile per capire i report delle società petrolifere è quella della American Petroleum Institute (API) che suddivide il greggio convenzionale in heavy crude oil (greggio pesante) e light crude oil (greggio leggero). Il primo molto viscoso e denso, il secondo liquido a temperatura ambiente e con una viscosità inferiore. Il light crude oil ha un prezzo superiore al heavy crude oil poiché produce una maggiore percentuale di benzina e gasolio quando viene convertito nelle raffinerie. Inoltre, la raffinazione del heavy crude oil richiede tecnologie più avanzate per rimuovere le impurità e i contaminanti, cosa che ha spesso un impatto negativo sull’ambiente.


Anche senza conoscere le centinaia di tipi diversi di petrolio esistenti, diversi per i loro rendimenti, il tenore di zolfo e l’acidità, è importante tenere presente che il valore commerciale del petrolio è generalmente tanto più alto quanto minore è la presenza di zolfo e quanto maggiore è la percentuale di benzine. Inoltre, minore è la densità e minori sono i costi di lavorazione.

Con queste sintetiche informazioni sarà molto più facile leggere i comunicati e le analisi che riguardano società del settore petrolifero, oltre a capire più a fondo quello che viene considerato il mercato più importante di tutta l’economia mondiale.

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