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Rame colloidale, fonte dell’eterna giovinezza?

I metalli colloidali hanno una tradizione che affonda le radici nella storia della medicina più antica e, a tutt’oggi, molte persone ne sostengono l’efficacia per la cura di malattie. Il rame colloidale è tradizionalmente associato al rallentamento della vecchiaia, anche se la medicina ufficiale ha una posizione molto più cauta e prudente.

Il rame colloidale

La convinzione tramandata attraverso i secoli circa il potere del rame colloidale di fermare l’invecchiamento ha qualche fondamento?

Il rame è un micro-elemento essenziale per gli esseri umani. Infatti è necessario per la formazione dei globuli rossi delle cellule, per il metabolismo delle proteine, per la produzione di RNA, per l’attività enzimatica, per i capelli e il colore della pelle.

Nei secoli è stato usato come rimedio per capelli i grigi, le ustioni, l’artrite, i parassiti e le infezioni virali e batteriche. Secondo il Medical Center dell’Università del Maryland (Stati Uniti), il rame colloidale promuove la guarigione di ustioni e tagli della pelle quando applicato direttamente sulle ferite.

Nel 2008 la US Environmetal Protection Agency (EPA), ha approvato la registrazione del rame come agente antimicrobico capace di ridurre specifici batteri dannosi.

La scienza ritiene che i benefici della supplementazione di rame colloidale provengano dal minerale stesso

Ma cosa è il rame colloidale? Non è nient’altro che una miscela in cui il rame si trova finemente disperso in acqua, in uno stato intermedio tra la soluzione e la dispersione. Le dimensioni sono microscopiche, cioè con un diametro tra un nanometro e un micrometro. Un altro colloide familiare a tutti è, per esempio, il latte.

I sostenitori del rame colloidale sostengono che il miglior modo per assorbire minerali per il corpo umano è sotto forma colloidale, in compresse o capsule.

Tuttavia, la scienza ritiene che i benefici della supplementazione di rame colloidale provengano con ogni probabilità dal minerale stesso.

Integratori di rame colloidale possono correggere una carenza di rame nell’organismo, nel caso, per esempio, in cui si soffra di una sindrome da cattivo assorbimento, come la sindrome dell’intestino corto, la malattia celiaca o la sprue. Anche chi soffre di fibrosi cistica o chi viene nutrito per via parenterale o per via endovenosa, ha necessità di una integrazione di rame.

Questo minerale è  importante per la crescita delle ossa, per migliorare l’impiego degli zuccheri nel corpo e per le funzioni nervose. Ma ha anche un ruolo nella regolazione dell’espressione genica e nel metabolismo cellulare, oltre che nella formazione del tessuto connettivo.

Alcuni scienziati stanno studiando se l’integrazione di rame possa prevenire e trattare tutta una serie di malattie, tra le quali l’Alzheimer, la degenerazione maculare legata all’età, l’artrite, le malattie cardiovascolari e l’arteriosclerosi. Gli studi riguardano anche la stimolazione della funzione immunitaria, il ringiovanimento della pelle e l’osteoporosi.

In tutte questi casi, si ritiene attualmente che sia necessaria una ulteriore ricerca scientifica prima di raccomandarne o sconsigliarne l’uso. In altre parole, la scienza non si è ancora pronunciata ne a favore, ne contro.

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