La rimonta dell’alluminio. Dove se non Cina?

In Cina il mercato dell’alluminio sembra muoversi su livelli sconosciuti in tutto il resto del mondo.

Là dove la crisi pandemica ha avuto inizio, i metalli stanno godendo di una ripresa robusta.

La fine relativamente rapida dei lockdown e l’impatto degli investimenti in infrastrutture guidati dagli stimoli governativi, stanno spingendo l’alluminio e i metalli in genere. Inoltre, allo Shanghai Futures Exchange (SHFE) l’alluminio continua la sua corsa, in modo dissociato dal London Metal Exchange (LME), spalancandole le porte all’arbitraggio che risucchia le importazioni di pani di alluminio primario e rifuso.

Non che le quotazioni dell’alluminio a Londra vadano malissimo. Infatti, il contratto cash del LME è arrivato a 1.865 dollari a tonnellata (16 ottobre), ma a Shanghai i prezzi sono intorno ai 2.000 dollari.

La Cina va, il resto del mondo arranca

Non è un caso che le importazioni cinesi abbiano raggiunto livelli mai visti dall’indomani della crisi finanziaria nel 2009.

Secondo Reuters, le importazioni di metallo primario e di lega hanno totalizzato le 393.000 tonnellate, poco meno del precedente record di 394.000 tonnellate nell’aprile 2009. Anche se le maggiori importazioni di leghe vanno interpretate come una sostituzione delle minori importazioni di rottami, è impossibile non vedere due velocità dell’economia manifatturiera globale. La Cina che cammina spedita e il resto del mondo che arranca.

Tra l’altro, il passaggio dalle importazioni di rottami alle leghe rifuse era qualcosa che la Cina aveva già iniziato prima che la pandemia prendesse piede. Un cambiamento che sembra strutturale e che sta riguardando anche i rottami di rame, oltre che di alluminio.

Nel mondo i consumi calano del 14,5 percento

Esaminando invece il quadro globale, la quota cinese della produzione mondiale di alluminio è aumentata dal 56 percento al 58 percento quest’anno, mentre il resto del mondo sta registrando un calo dei consumi del 14,5 percento (stime di CRU).

Chi guarda il mercato dell’alluminio in Cina, rispetto a chi lo guarda in Europa, vede proprio un altro film.

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