Non ci sono buone notizie per chi spera che i prezzi dell’alluminio possano crescere nei prossimi mesi. L’eccesso di alluminio dovuto alla domanda cinese in crisi (ma anche in altri paesi del mondo) e l’aumento delle forniture sta schiacciando i prezzi verso il basso. Tutto lascia intendere che la situazione non cambierà almeno fino alla fine di quest’anno.
Le prospettive non sono buone un po’ per tutti i metalli industriali visto la contrazione dell’attività manifatturiera in Cina, in Europa e negli Stati Uniti.
Numerosi segnali di ribasso
Gli analisti di Bank of America sottolineano come il rischio di carenze di metallo sia ormai un lontano ricordo. È la debole domanda che ha preso il sopravvento e che guiderà la discesa dei prezzi. L’offerta, d’altro canto, è in aumento grazie soprattutto alla Cina, che rappresenta il 60% della produzione globale stimata a circa 70 milioni di tonnellate quest’anno. Il gigante asiatico potrebbe consumare tutto l’alluminio che produce, ma è improbabile che assorba l’eccedenza degli altri paesi.
I segnali che il mercato dell’alluminio è orientato al ribasso sono numerosi. Lo spread tra contratto cash e 3 mesi è salito a 55,50 dollari la tonnellata, il più alto dalla crisi finanziaria del 2008, mentre le basse scorte di metallo alla borsa di Londra (LME) non destano preoccupazione.
I tassi d’interesse crescono e i premi dell’alluminio scendono
Con l’obbiettivo di fermare l’inflazione, le banche centrali di Stati Uniti ed Europa continuano ad alzare i tassi d’interesse, provocando però il ristagno dell’attività industriale. I danni di questa politica monetaria si riflettono chiaramente nei premi sul mercato fisico dell’alluminio. In Europa i premi sono in calo del 15% (286 dollari), una percentuale che per quanto possa sembrare lieve è invece significativa poiché il contesto europeo di tagli alla produzione spinge al contrario verso un aumento dei premi.
La scorsa settimana l’alluminio quotato al London Metal Exchange (LME) è sceso al minimo di cinque settimane, toccando 2.134 per tonnellata. Secondo Reuters, si tratta di un calo del 20% rispetto alle quotazioni di metà di luglio.
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