Il tormentone dell’estate 2023 per il mercato dell’alluminio è la preoccupazione per il troppo metallo russo nei magazzini del London Metal Exchange (LME).
Timore che si riflette nei prezzi spot dell’alluminio che, secondo Bloomberg, sono stati scambiati con il più grande sconto rispetto ai futures dalla crisi finanziaria globale del 2008 (55 dollari tra contratto cash e contratto a 3 mesi). Il brusco calo della domanda sommato con il rimbalzo dell’offerta di metallo cinese fa pensare che, presto, le scorte in eccesso raggiungeranno il mercato. Anche perché gli alti livelli dei tassi di interesse rendono oneroso mantenere tali scorte.
Una situazione sempre più ingarbugliata
Ma la situazione rischia di complicarsi per il fatto che gran parte del metallo che si sta accumulando nei magazzini è russo, a causa in gran parte delle auto-sanzioni da parte di alcuni consumatori occidentali (alla fine di luglio circa l’80% dell scorte LME era di origine russa).
Secondo Bloomberg, la tensione potrebbe aumentare visto che nell’ultimo mese sono disponibili 7 nuovi magazzini LME in Corea del Sud, un paese facilmente raggiungibile dal metallo proveniente dall’estremo oriente della Russia.
Per quanto riguarda il contesto economico globale, Norsk Hydro, produttore europeo di alluminio, prevede un calo dei consumi nella seconda metà dell’anno. Le sue vendite di estrusi in alluminio, utilizzati nel settori automobilistico e nell’edilizia, sono diminuite del 13% nel secondo trimestre rispetto all’anno precedente.
La Cina non assorbirà più alluminio russo, che sembra destinato a riempire i magazzini LME
Nel frattempo, in Cina, che ha acquistato volumi crescenti di alluminio russo, la produzione delle fonderie si sta riprendendo e i volumi di metallo prodotto stanno aumentando. È molto probabile che il paese non avrà più bisogno di tutto l’alluminio di provenienza estera che importava fino ad oggi.
Anche se per il momento i magazzini dello Shanghai Futures Exchange (SHFE) sono a livelli bassi e il contango non si è allargato come quello dell’LME, l’aumento delle esportazioni cinesi di alluminio è un chiaro segnale che l’offerta spot sta iniziando a diminuire.
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