Pechino frena l’export di gallio e germanio per la guerra dei chip

La Cina ha deciso di limitare le esportazioni di due metalli rari utilizzati per produrre chip: gallio e germanio.

Sempre peggio le condizioni del commercio internazionale di metalli. Schiacciato tra la guerra Ucraina-Russia e i conflitti (politici e commerciali) Cina-USA, il quadro della globalizzazione economica si sta progressivamente sbriciolando.

È di queste ore la notizia rimbalzata da Reuters, che la Cina imporrà delle restrizioni alle esportazioni di alcuni metalli rari utilizzati soprattutto nel settore dei semiconduttori. L’annuncio ufficiale è stato dato dal Ministero del Commercio cinese.

Rigidi controlli e autorizzazioni per le esportazioni di gallio e germanio

Non è la prima chiusura cinese verso l’occidente, ne sarà l’ultima. L’escalation della guerra commerciale e tecnologica per i microchip ad alta tecnologia non si fermerà tanto presto. Naturalmente, i due contendenti sono la Cina e gli Stati Uniti, con l’Europa comunque coinvolta.

I metalli rari colpiti dalla scure di Pechino sono il gallio e il germanio. Nello specifico, per quanto riguarda quest’ultimo, le restrizioni coinvolgono sei prodotti: biossido di germanio, substrato di crescita epitassiale di germanio, lingotto di germanio, germanio metallico, tetracloruro di germanio e fosfuro di zinco germanio. Per quanto riguarda il gallio i prodotti sono antimoniuro di gallio, arseniuro di gallio, metallo di gallio, nitruro di gallio, ossido di gallio, fosfuro di gallio, seleniuro di gallio e arseniuro di indio-gallio.

Dal prossimo primo di agosto, chi esporta questi materiali dovrà avere una specifica autorizzazione, senza la quale sarà vietato l’export.

Una misura per proteggere la sicurezza e gli interessi cinesi

La Cina sostiene che la nuova procedura di esportazione e i controlli che seguiranno sono stati stabiliti per proteggere la sicurezza e gli interessi nazionali, dal momento che gallio e germanio sono considerati da Pechino come metalli strategici.

Dal canto suo Washington sta considerando nuove restrizioni sulle spedizioni di microchip ad alta tecnologia in Cina. Si tratta di un ulteriore tassello nella strategia degli Stati Uniti di impedire che la propria tecnologia possa contribuire a sviluppare le capacità dell’esercito cinese.

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