Energia

Il Giappone non riparte con il nucleare… per il momento

Il Giappone rimanda la riattivazione degli impianti nucleari, fermati per motivi di sicurezza dopo l’incidente di Fukushima. Una pessima notizia per i prezzi dell’uranio.

Il Giappone non riparte con il nucleare... per il momento

I prezzi dell’uranio non hanno dato molte soddisfazioni agli investitori negli ultimi tempi. Tuttavia, dopo mesi di costante declino sembrava essere arrivato il momento della riscossa.

L’eccesso di offerta di uranio, principale causa dei prezzi in discesa, sembrava potesse terminare non appena il Giappone avesse riavviato le proprie centrali nucleari. Cosa che sembrava imminente, tant’è vero che il mercato attendeva il disco verde proprio in questi giorni.

Ma gli eventi hanno preso una piega del tutto inaspettata. Un tribunale giapponese ha condannato la Kansai Electric Power a ripresentare un nuovo piano per il riavvio di due reattori nucleari, potenzialmente vulnerabili ai terremoti.

La sentenza del tribunale potrebbe essere rigettata dal tribunale regionale di Osaka, in seguito al ricorso in appello della Kansai Electric Power.

Il Giappone si prepara ad affrontare per la quarta volta, una stagione estiva senza energia nucleare

Ma per il momento, la decisione rappresenta un blocco al riavvio di tutti i reattori nucleari chiusi per problemi di sicurezza dopo l’incidente di Fukushima.

Una vittoria per tutti gli anti-nuclearisti, ma un duro colpo per gli sforzi del governo giapponese per la riattivazione di tutti gli impianti nucleari del paese.

Nel frattempo, il Giappone si prepara ad affrontare per la quarta volta, una stagione estiva senza energia nucleare. La Kansai Electric Power ha già avvertito il governo che non ha più riserve energetiche per riuscire ad assorbire i picchi stagionali della domanda di energia elettrica.


Il governo è preoccupato che il contingentamento dei consumi energetici imposti alle aziende giapponesi per evitare il blackout, possa soffocare la timida ripresa economica in corso, penalizzando tutte le imprese nazionali rispetto ai loro concorrenti esteri.

Certamente, gli investitori dovranno aspettare altro tempo prima di vedere un qualche cambiamento sul fronte della domanda globale di uranio.

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