Economia

4 indicatori dell’economia reale

Per capire come sta andando l’economia reale non sono indispensabili le rilevazioni dell’ISTAT o del Fondo Monetario Internazionale. La realtà è sotto gli occhi di ognuno di noi, basta guardarla e interpretarla. Ecco 4 indicatori economici bizzarri ma infallibili.

4 indicatori dell'economia reale

L’economia è diventata una scienza misteriosa.

Da una parte, quasi tutti i giorni, siamo bombardati da previsioni sulla crescita o recessione del paese, sul tasso di disoccupazione, sull’inizio o sulla fine della crisi economica. Peccato che spesso le previsioni si rivelino sbagliate.

È lecito pensare che le previsioni fornite dalle istituzioni ufficiali non siano sempre le più affidabili. Coloro che hanno fatto grandi fortune investendo con successo i loro capitali non hanno certamente fatto riferimento a tali previsioni ma, oltre ad una certa intuizione e fortuna, hanno avuto a disposizione altre informazioni, come quelle che arrivano direttamente dall’economia reale.


Esistono alcuni indicatori non ufficiali che, per quanto curiosi e bizzarri, hanno il privilegio di essere un barometro veritiero sull’andamento economico reale e, dal momento che sono abbastanza sconosciuti, non c’è il rischio che vengano manipolati per ottenere consenso politico.

Ecco 4 indici che misurano approssimativamente la realtà economica che ci circonda e che ci offrono un’occasione in più per sorridere.

  • Sexy-bar Index (Hot Waitress Index). Questo indice misura il numero di persone che, con un sex-appeal superiore alla media, trovano lavoro nel settore dei servizi. In pratica, si presume che per le persone più attraenti sia molto più facile trovare lavoro alle migliori condizioni economiche. Questo indicatore è in realtà più utile rispetto ad altri indici di occupazione, perché mentre l’occupazione tende a restare indietro rispetto alla crescita economica, la gente con maggiore sex-appeal trova lavoro più velocemente. Quando andate al bar o in birreria fate molta attenzione a chi vi serve, se non è la solita avvenente ragazza ma un grosso barista peloso e tatuato, non è un buon segnale per l’economia.
  • BigMac Index. Questo indice si basa sull’idea di misurare il potere d’acquisto di un paese rispetto ad un’altro. Due prodotti e servizi identici dovrebbero costare la stessa cifra in due paesi diversi. Se non lo fanno è per il tasso di cambio, segnale dell’andamento economico nei paesi considerati. Se, per esempio, un BigMac negli Stati Uniti costa 2 dollari e in Italia costa 4 dollari, significa che l’euro è sopravvalutato del 50%.
  • Grave IndexGrave in inglese significa tomba e l’indice si occupa proprio di questo. Una tomba al cimitero, è un acquisto molto simile a quello di un anello di nozze, cioè qualcosa che non ci si aspettano di vendere. Si può pertanto presumere che i tempi siano piuttosto difficili se aumenta il numero di persone che mettono sul mercato i loro futuri luoghi di riposo eterni. Un indice che misura abbastanza bene la disperazione economica.
  • Men’s Underwear Index. È l’indice che misura le vendite di biancheria intima maschile. Come è risaputo da tutte le mogli e fidanzate, gli uomini sono felici di risparmiare nell’acquisto della biancheria intima, riutilizzando la stessa fino a livelli di usura difficilmente raggiungibili da un indumento. Quando l’economia è in recessione, le vendite di boxer e di slip maschili crollano, poichè gli uomini si rendono conto che comunque non ci sono molte persone che li vedranno con i loro indumenti intimi. Al contrario, se nei reparti dei grandi magazzini non ci sono più sconti per la biancheria intima maschile, l’economia è in ripresa.

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