Tecnologia e Scienza

L’iPhone 6 non è conflict-free

Gli ultimi gioielli tecnologici della Apple, presentati questa settimana, presentano un piccolo neo: non sono conflict-free.

Questa è stata una settimana importante per la Apple, attesa con pazienza da tutti i sostenitori e appassionati della casa di Cupertino.

Nonostante le difficoltà con il livestream dell’evento per la presentazione dei nuovi prodotti, Apple ha mantenuto le promesse, svelando la sua ultima linea tecnologica: iPhone 6, iPhone 6 Plus e un nuovo orologio intelligente.

La società ha presentato nei dettagli le caratteristiche dei nuovi gioielli tecnologici, ma ha dimenticato di dire che cosa c’è dentro.

Come altri dispositivi tecnologici, i prodotti Apple utilizzano una vasta gamma di metalli preziosi, metalli di base e metalli rari, tra cui oro, platino, rame, tantalio e terre rare. Tra questi metalli il tantalio è ormai sinonimo di minerale insanguinato, cioè proveniente da zone di guerra o di massacri di civili, come succede nella Repubblica Democratica del Congo (“Minerali insanguinati in Congo“).

Il tantalio è ormai sinonimo di minerale insanguinato, cioè proveniente da zone di guerra o di massacri di civili

Per promuovere la trasparenza della catena di approvvigionamento, la US Securities and Exchange Commission (SEC) ha richiesto alle aziende che utilizzano tantalio, stagno, tungsteno e oro provenienti da zone di conflitto di presentare una relazione entro il 31 maggio 2014, come impone la nuova legge Dodd-Frank.

Alcune aziende non erano troppo entusiaste di questo nuovo adempimento, ma all’inizio di quest’anno la Apple ha presentato la sua dichiarazione di Conflict Minerals e si è impegnata a fornire trimestralmente un elenco delle fonderie da cui provengono i minerali utilizzati nei propri prodotti.

Non è molto incoraggiante vedere minerali che provengono da zone di guerra nella lista di un grande e nota azienda come la Apple, ma la società sta facendo ogni sforzo per ripulire la sua catena di approvvigionamento e garantire che i minerali siano conflict-free, cioè provenienti da zone non di guerra.

Delle duecentocinque fonderie incluse nel rapporto, ventuno comprano minerali provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo.


Inoltre la relazione Apple appare per certi versi ambigua quando afferma che “nonostante gli sforzi compiuti, la Apple non dispone di informazioni sufficienti per stabilire in modo certo l’origine dei minerali in oggetto“.

Insomma, ad oggi non è possibile stabilire se l’iPhone 6 che acquisterete è un prodotto “conflict-free”.

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