Economia

I giorni peggiori di Wall Street

La serie storica dei più drammatici crolli del principale mercato azionario del mondo, suggerisce di stare molto cauti durante il mese di ottobre.

I giorni peggiori di Wall Street

Ottobre non è considerato dagli storici dei mercati finanziari come un mese fortunato. Alcuni dei peggiori crolli azionari si sono infatti verificati durante questo mese.

Ripercorrendo la storia del Dow Jones Industrial Average, l’indice più importante di Wall Street le cui prime pubblicazioni risalgono alla fine del 1800, incontriamo le vicissitudini finanziarie della Borsa americana per oltre un secolo. Dal panico del primo decennio del 20° secolo, al crollo del mercato azionario nel 1929 che ha portato alla Grande Depressione, passando attraverso il cosiddetto Lunedì Nero del 1987, al boom delle dot-com e all’ultima crisi economica.

Da un punto di vista statistico, è considerato più significativo misurare le perdite dell’indice in termini assoluti, anziché percentuali, poiché in tal modo viene considerato anche il volume di scambi, molto più alto al giorno d’oggi che in passato.

Questa è la graduatoria delle peggiori perdite del Dow Jones in una sola giornata in tutta la storia di Wall Street.

  1. 29 SETTEMBRE 2008: -777,68 punti. A due settimane dalla dichiarazione di fallimento di Lehman Brothers, il governo  americano boccia il piano di salvataggio economico da 700 miliardi di dollari. In borsa si scatena il panico e in un sol giorno vengono bruciati 1.200 miliardi di dollari, il maggior calo in un solo giorno che il Dow Jones abbia mai visto.
  2. 15 OTTOBRE 2008: -733,08 punti. A seguito dello scoppio della bolla immobiliare americana e del seguente periodo di stagnazione economica, il presidente George W. Bush annuncia un piano di intervento del governo nel settore finanziario senza precedenti dai tempi della Grande Depressione: il pompaggio di 250 miliardi dollari di denaro pubblico nelle banche del paese per controllarle. Il mercato azionario, appena saputa la notizia, reagisce molto male.
  3. 17 SETTEMBRE 2001: -684,81 punti. Alla riapertura dei mercati dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre, avvenuta lunedì 16 settembre, si susseguono crolli a catena di tutto il mercato azionario. In quel giorno il settore dei trasporti ha perso il 12,8%.
  4. 1 DICEMBRE 2008: -679,95 punti. La crisi economica mondiale stava falcidiando molti enormi istituzioni finanziarie, alcune delle quali venivano salvate dai governi con sforzi senza precedenti. In quel giorno il National Bureau of Economic Research dichiara, dopo oltre un anno di perdita di posti di lavoro e di stagnazione economica, che gli Stati Uniti sono ufficialmente in recessione.
  5. 9 OTTOBRE 2008: -678,91 punti. Nel bel mezzo della crisi finanziaria globale, i mercati azionari di tutta Europa aprono la giornata perdendo fino al 10%. L’apertura delle negoziazioni di Wall Street segue la stessa sorte e le azioni della GM scendono del 31% e quelle della Ford del 21%.
  6. 8 AGOSTO 2011: -634,76 punti. Viene ufficializzata la notizia del downgrade del rating del credito degli Stati Uniti da AAA a AA+ da parte dell’agenzia Standard & Poor’s.
  7. 14 APRILE 2000: -617,78 punti. Qualcuno ricorda lo scoppio della bolla di internet delle dot-com? Anche se le perdite più pesanti si sono verificate sull’indice dei titoli tecnologici (NASDAQ), anche il Dow Jones crolla, registrando una serie di gravi perdite per una settimana intera
  8. 27 OTTOBRE 1997: -554,26 punti. La crisi finanziaria asiatica, iniziata nel luglio del 1997, è il motivo principale del crollo della Borsa che segue a ruota i mercati asiatici crollati durante la notte precedente.
  9. 2 OTTOBRE 2008: -514,45 punti. I timori di una recessione globale, un mercato del credito praticamente congelato e una perdita molto peggiore del previsto della Wachovia National Bank, scatenano una serie di vendite sul mercato azionario che proseguiranno nel corso di tutto il mese di ottobre.
  10. 4 AGOSTO 2011: -512,76 punti. In quel giorno la Borsa perde quasi 2.300 miliardi di dollari in seguito al timore di un imminente declassamento degli Stati Uniti da AAA a AA+ (cosa verificatasi due giorni dopo) e alla crisi del debito in Europa, in particolare in Spagna e in Italia.

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