Scorte ai minimi e prezzi in salita. L’emergenza diesel è appena iniziata e l’Europa è il fronte più vulnerabile

La crisi energetica rischia di diventare particolarmente grave per l’Europa, dove il diesel è già aumentato del 70% rispetto ai livelli precedenti alla guerra in Medio Oriente. Il problema potrebbe aggravarsi nei prossimi mesi, soprattutto con l’avvicinarsi dell’inverno, quando aumenta la domanda di carburanti per trasporti e riscaldamento.

A rendere il quadro più preoccupante non è soltanto il prezzo del petrolio. Le quotazioni del Brent restano sotto i 100 dollari al barile, ma i prezzi dei prodotti raffinati stanno crescendo molto più rapidamente. In Europa, per la prima volta da oltre un anno, il diesel costa addirittura più del carburante per aerei, segnale di una forte tensione sul mercato.

La guerra in Medio Oriente ha colpito direttamente la capacità di raffinazione. Secondo l’IEA (International Energy Agency), circa un quinto della capacità di raffinazione mediorientale, pari a 9,6 milioni di barili al giorno, è stato fermato dalle ostilità. A questo si aggiungono gli attacchi ucraini alle raffinerie russe, che hanno ridotto le esportazioni di carburanti dalla Russia, uno dei principali fornitori mondiali di diesel.

L’Europa si trova quindi in una posizione particolarmente vulnerabile poichè dipende fortemente dalle importazioni di carburanti e deve competere con il resto del mondo per forniture sempre più scarse. Gli Stati Uniti stanno aumentando le esportazioni di diesel, ma per farlo stanno attingendo anche alle proprie scorte, già limitate. La conseguenza è una competizione globale per un mercato sempre più limitato.

Il problema arriva inoltre in una fase delicata: le scorte mondiali di diesel erano già basse prima dell’inizio della guerra e la capacità globale di raffinazione nel secondo trimestre è risultata inferiore di 5,1 milioni di barili al giorno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per l’Europa il rischio è quindi una combinazione di diesel molto più caro, inflazione persistente e maggiore pressione sui costi di trasporto e produzione. Secondo  la società di consulenza FGE NexantECA, con l’avvicinarsi dell’inverno, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente.

La crisi energetica potrebbe essere soltanto all’inizio e produrre effetti economici per mesi, anche nel caso di una rapida conclusione delle ostilità in Medio Oriente.

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