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Un 2015 tranquillo per l’oro

Dopo due anni da cardiopalmo per gli investitori in oro, il 2015 si preannuncia un anno abbastanza tranquillo, anche se …

Un 2015 tranquillo per l'oro

L’anno appena trascorso, per il mercato dell’oro, è stato pietoso.

Gli operatori di mercato non si sono ancora ripresi dalle disgrazie del metallo giallo, che negli ultimi due mesi è stato massacrato dalla fine del Quantitative Easing della Federal Reserve americana e dalla forza del dollaro, arrivando ad infrangere la soglia critica di 1.200 dollari per oncia.

Durante il 2014 l’oro se l’era cavata abbastanza bene fino a settembre e a marzo era riuscito addirittura a toccare i 1.350 dollari sui timori della crisi ucraina.

Ma a partire dall’ultimo trimestre dell’anno l’andamento è stato disastroso, a partire dall’esito del referendum svizzero del 30 novembre sulle riserve d’oro della banca svizzera alla fine delle importazioni dell’India.

Grandi nomi hanno annunciato nel corso del 2014 la loro intenzione di allontanarsi dal mercato dei metalli preziosi: Credit Suisse, Sheldon Inwentash, Oliver Gross, Sprott e Johnson Matthey.

Grandi nomi hanno annunciato che lasceranno il mercato dei metalli preziosi

A questo punto, sarà molto interessante vedere cosa succederà al prezzo dell’oro nel 2015.

Per Murenbeeld il metallo giallo avrà in media un prezzo di 1.202 dollari nel primo trimestre, salendo a 1.277 nell’ultimo trimestre e arrivando a 1.311 dollari nel 2016.

Secondo Commerzbank i prezzi dell’oro avranno una media di 1.200 dollari nel 2015, mentre per Citi Research raggiungeranno 1.220 dollari. TD Securities prevede una media di 1.225 dollari e Natixis la stima a 1.140 dollari.

Quasi tutti gli analisti sono concordi nel ritenere che, così come l’argento, l’oro sarà più debole nella prima metà del 2015 in quanto ci si attende che la Federal Reserve americana (FED) alzi i tassi di interesse, con un allentamento verso la fine dell’anno.


Tuttavia qualcuno fa notare che le tensioni geopolitiche potrebbero divampare in qualsiasi momento e, storicamente, ogni volta che si verifica una grave crisi geopolitica, i prezzi dell’oro sono schizzati verso l’alto dell’8 o del 10%. E i potenziali focolai nel mondo non mancano: Russia e UcrainaMedio Oriente, Giappone e Cina.

Volendo tirare delle conclusioni sulle attese nel 2015 per il mercato dell’oro, possiamo dire che il nuovo anno dovrebbe essere, tutto sommato, abbastanza tranquillo. E dopo le turbolenze degli ultimi due anni, forse è un’ottima cosa.

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