Economia

Troppa offerta spinge il prezzo del ferro ai minimi

Rio Tinto, BHP Billiton e Vale hanno aumentato la propria produzione di ferro mentre la domanda di acciaio in Cina e in tutto il mondo continua a calare.

Troppa offerta spinge il prezzo del ferro ai minimi

Il prezzo del ferro ha fatto l’ennesimo scivolone, toccando il suo livello più basso da tre mesi a questa parte.

In particolare, il prezzo a pronti del minerale di ferro è arrivato a 52,93 dollari per tonnellata, un calo del 6,5% rispetto a dieci giorni or sono e del 27% da inizio anno.

La debolezza della domanda di acciaio in Cina sta svolgendo un ruolo determinante nello spingere i prezzi del ferro verso il basso.

Anche l’eccesso di offerta da parte dei giganti del settore, Rio Tinto, BHP Billiton e Vale, rimane un grosso problema. Un problema per il mercato ma un po’ meno per gli azionisti delle tre multinazionali, che hanno fatto comunque profitti dalla produzione, anche nel corso del terzo trimestre.

In questo quadro, decisamente negativo, molti esperti credono in un rimbalzo del prezzo nel 2016

Forse per questa ragione non sono andati troppo per il sottile nell’aumentare la propria produzione. La produzione di Rio Tino ha registrato un aumento dell’11% nel trimestre mentre Vale ha registrato volumi di produzione da record, con un aumento del 3% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Stessa cosa per BHP Billiton, che ha visto un aumento della produzione trimestrale del 2% e che, nel 2016, prevede di produrre 247 milioni di tonnellate di minerale di ferro.

In questo quadro, decisamente negativo, molti esperti credono in un rimbalzo del prezzo del minerale di ferro per il prossimo anno. Qualcuno parla di prezzi che potrebbero oscillare tra i 58 e i 68 dollari a tonnellata nel 2016.

Secondo Mizuho Bank il recupero dei prezzi potrebbe avvenire verso il terzo trimestre del 2016, grazie all’avvio di un gran numero di progetti di nuove infrastrutture in Cina.


Inoltre, Pechino potrebbe decidere ulteriori misure di stimolo monetario, indebolendo la valuta, per aiutare le esportazioni.

In altre parole, c’è da aspettarsi un altro anno di sofferenza per i prezzi del ferro, sempre che alla fine del 2016 la maggior domanda riesca a smaltire tutta l’offerta di metallo a basso costo in eccesso.

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