Tecnologia e Scienza

Spremere l’oro fino all’ultima goccia

Una nuova tecnologia, già utilizzata in Sud Africa, permette di ottimizzare l’estrazione di oro nei giacimenti. Presto potrebbe venire impiegata nelle miniere di metalli preziosi di tutto il mondo.

Spremere l'oro fino all'ultima goccia

Il mercato dell’oro è molto cambiato negli ultimi anni. Il Sud Africa, un tempo il primo produttore di oro del mondo, è stato superato da Cina, Australia, Stati Uniti, Russia e Perù.

La AngloGold Ashanti, il terzo più grande produttore di oro del mondo, spera di far recuperare qualche posizione al Sud Africa, paese in cui opera, grazie ad una nuova tecnologia di estrazione.

La tecnologia permettere di estrarre fino all’ultima goccia l’oro presente nei giacimenti. I nuovi macchinari rimuovono soltanto il minerale contenente oro e lo sostituiscono con cemento e prodotti chimici per stabilizzare la struttura. Ciò significa che viene trattata una quantità inferiore di roccia e il funzionamento si estende per tutte le 24 ore della giornata. Inoltre i tempi di perforazione sono diminuiti da 30 a circa 3 giorni, ma si spera di arrivare a 2 giorni.

Nel 2013 la AngloGold Ashanti è riuscita a produrre circa 127 tonnellate di oro, una quantità in aumento come non succedeva da dieci anni.

Con la sua nuova tecnologia, la AngloGold Ashanti è in grado di completare le attività di produzione e di perforazione in pochissimo tempo

La nuova tecnologia, con la quale sono già stati prodotti 40 chilogrammi di oro estratto da minerali con una densità di 200 grammi per tonnellata, è ancora in fase di ricerca e sviluppo.

Con la sua nuova tecnologia, la AngloGold Ashanti è in grado di completare le attività di produzione e di perforazione in pochissimo tempo, apparentemente con un costo ambientale più basso. Se gli altri produttori nel paese, o addirittura in tutto il mondo, adotteranno la nuova tecnologia, è ancora presto per saperlo.

Certamente, i vantaggi della tecnologia sembrano tali e tanti che molto probabilmente si diffonderà a macchia d’olio, anche perché la AngloGold Ashanti ha dichiarato di non avere l’intenzione di mantenere in esclusiva la propria tecnologia.


Le aziende minerarie sudafricane di oro e platino hanno già chiesto di fare uso della nuova tecnologia, che può essere adattata a giacimenti di qualsiasi profondità e larghezza.

È possibile che questa tecnologia, anziché rendere la AngloGold Ashanti un concorrente invincibile, possa far ritornare il Sud Africa al suo antico splendore nella produzione di metallo giallo.

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