Investimenti

Il futuro dell’oro, secondo Marc Faber

In una recente intervista, il celebre investitore ed economista svizzero ha delineato le prospettive dell’oro e dei mercati finanziari mondiali.

In una recente intervista apparsa sulla stampa americana, Marc Faber ha parlato di oro, affrontando molte delle questioni che sono al centro dell’attenzione degli investitori in questo periodo. Marc Faber è svizzero e oltre ad essere un esperto investitore ed economista, è anche consulente finanziario, scrittore ed editore (Gloom Boom & Doom Report). È divenuto celebre per aver previsto molti dei più importanti trend finanziari degli ultimi decenni, come il crack delle borse del 1987 e l’ascesa del petrolio e dei metalli preziosi negli anni 2000.

A riguardo delle recenti voci di mercato sulla manipolazione dei prezzi dell’oro, Marc Faber dice “le Banche Centrali occidentali possiedono ancora la maggior parte dell’oro mondiale, e sono ben consapevoli che le Banche Centrali delle economie emergenti, in particolare in Asia, sono gravemente in carenza di oro. Quindi, perché dovrebbero abbassare il prezzo dell’oro e fare un regalo alle banche centrali asiatiche, che sarebbero in essere in grado di acquistare ad un prezzo più basso?

Delle forze che stanno guidando i prezzi dell’oro al ribasso, spiega che “forse il recente crollo dei prezzi dell’oro e la performance molto buona dei titoli del Tesoro americano stanno segnalando che è ancora possibile uno shock deflazionistico, nonostante tutta la carta-moneta stampata. Direi che se ci fosse uno shock deflazionistico, l’ultima cosa che si dovrebbe possedere sono beni di carta. Penso che se ci fosse un crollo dei mercati, l’oro fisico dovrebbe essere il bene migliore in cui avere i propri capitali”.

Ha inoltre aggiunto: “Sono ancora all’acquisto di oro e non venderò mai il mio oro. Ma credo che il problema degli investitori è che comprano sempre dopo che i prezzi sono saliti, invece di applicare una strategia di investimento costante e disciplinata, che implica una diversificazione tra beni immobili, liquidità, obbligazioni, oro e titoli azionari.”


L’intervista si conclude con un pensiero abbastanza agghiacciante: “In termini di disuguaglianza di ricchezze e della facilità con cui si stampano soldi: è assurdo pensare che si possa creare una crescita economica, aumentando i prezzi dei beni. Io ho 67 anni, per cui spero di non dover vedere tutti i prossimi disastri. Personalmente sono molto, molto ribassista sul trend che il mondo ha intrapreso.”

Marc Faber è da molti anni ribassista circa l’economia americana e in una sua newsletter, risalente al giugno 2008 (qualche mese prima che scoppiasse il caso della bancarotta della Lehman Brothers), concludeva: “Il governo federale sta inviando a ciascuno di noi un rimborso di 600 dollari. Se spendiamo questi soldi a Wal-Mart , il denaro va in Cina. Se spendiamo in benzina, va agli arabi. Se compriamo un computer andrà all’India. Se acquistiamo frutta e verdura, andrà al Messico, Honduras e Guatemala. Se acquistiamo una bella automobile, andrà alla Germania. Se acquistiamo merda inutile, andrà a Taiwan e in nessuno di questi casi andrà ad aiutare l’economia americana. L’unico modo per tenere quei soldi qui a casa è quello di spendere in prostitute e birra, dato che questi sono gli unici beni ancora prodotti negli Stati Uniti! “

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