Investimenti

Il futuro dell’oro è scritto nei tassi di interesse reale

I tassi di interesse reale sono uno dei fattori più importanti nel determinare l’andamento dei prezzi dell’oro e di tutti i metalli preziosi. Ecco perchè…

I prezzi dell’oro sono correlati all’inflazione o ai tassi di interesse reali? Sono i tassi di interesse reale il principale motore del metallo giallo? E in che modo?

Il tasso di interesse reale è il tasso di interesse al netto del tasso di inflazione. Quando il tasso di inflazione sale e il tasso nominale di interesse è basso, è possibile che il tasso di interesse reale sia negativo.

Secondo Paul Krugman, premio Nobel per l’economia nel 2008, quando l’oro ha raggiunto i livelli più alti (tra il 2001 e il 2011) i tassi d’interesse reale erano bassi, al contrario dell’inflazione attesa.

Perciò, se è vero che l’oro risponde principalmente al tasso di interesse reale, rende del tutto discutibile l’assunto che sia una difesa contro l’inflazione.

I prezzi dell’oro tendono ad aumentare durante i periodi di tassi di interesse reali negativi

Generalmente, i tassi di interesse reali hanno una correlazione negativa con il prezzo dell’oro, cioè i tassi di interesse in aumento influiscono negativamente sul metallo giallo. Tassi di interesse più elevati significano costi più elevati nel detenere attività infruttifere, come per esempio i metalli preziosi, cosa che li rende meno appetibili.

In altre parole, poiché l’oro non paga ne interessi ne dividendi, quando i tassi d’interesse reali sono alti, diventa un investimento relativamente costoso. Inoltre, non dobbiamo dimenticare un importante fattore: i costi di magazzinaggio e di trasporto. Tassi di interesse alti comportano costi di magazzinaggio e trasporto più elevati.

L’oro è un bene reale durevole, la cui convenienza dipende dal tasso di rendimento di attività alternative, come sembrerebbe dimostrare tutta una serie di studi accademici sull’argomento.

Secondo il World Gold Council i tassi reali sono correlati negativamente con i rendimenti degli investimenti in oro, ma non in modo lineare. Inoltre, la volatilità del metallo giallo è assai più bassa quando i tassi reali non sono troppo alti o troppo bassi.

Cosa significa tutto ciò? I prezzi del metallo giallo tendono ad aumentare in modo significativo solo durante i periodi di tassi di interesse reali negativi, cioè quando il tasso di inflazione è superiore al tasso di interesse nominale. Una condizione in cui i creditori stanno perdendo soldi e quindi sono più inclini a comprare oro, anche se infruttifero. In altre parole, l’oro protegge dall’inflazione e mantiene il potere d’acquisto del capitale, al contrario delle obbligazioni che garantiscono una perdita reale a tassi di interesse reali negativi. Perciò in tali condizioni è proprio una copertura contro l’inflazione.

Quindi, affermare che l’oro è una copertura contro l’inflazione è in realtà un’approssimazione, molto più facile da comprendere per la maggior parte delle persone che non la correlazione con i tassi di interesse reale.


I più grandi boom del mercato dell’oro si sono verificati durante periodi di tassi reali negativi, come per esempio è avvenuto negli anni ’70, quando i tassi di interesse nominali e i tassi di inflazione erano alti, così come nel 2000, quando invece entrambi i tassi (di interesse nominale e di inflazione) erano bassi.

Le variazioni dei tassi di interesse reali sono cruciali per comprendere i movimenti del prezzo dell’oro e, anche se il metallo giallo può guadagnare quando i tassi di interesse reali sono positivi ma bassi, i tassi di interesse reali negativi sono uno dei fattori più importanti per la crescita dei prezzi.

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