Mercati

Prezzi del ferro sempre più in basso

I prossimi mesi saranno difficili per i prezzi del ferro, attesi in ulteriore calo, nonostante i livelli già bassi raggiunti fino ad oggi. Il rallentamento della produzione di acciaio cinese tra le cause principali.

Le prospettive per i prezzi del ferro non fanno ben sperare.

La maggior parte delle materie prime stanno attraversando un percorso molto accidentato, ma il minerale di ferro è tra quelli più in difficoltà. Le previsioni dei prezzi continuano a scendere e il mercato è completamente in mano ai ribassisti.

Gli analisti continuano ad abbassare le loro previsioni di prezzo per il 2015 come, per esempio, Australia and New Zealand Banking Group che vede il prezzo in caduta di 10 dollari, cosa che porterebbe il minerale di ferro a 50 dollari a tonnellata. Nel coro dei pessimisti anche il governo australiano, che ha recentemente pubblicato uno studio che prevede per i prossimi 12 mesi un prezzo per il minerale di ferro di soli 48 dollari a tonnellata.

Ma queste non sono le previsioni peggiori. Capital Economics si aspetta un crollo dei prezzi a 30 dollari nella seconda metà dell’anno,  a causa delle deboli prospettive del settore dell’acciaio in Cina che porterà i fornitori a basso costo a continuare ad inondare il mercato di metallo.

Capital Economics si aspetta un crollo dei prezzi a 30 dollari nella seconda metà dell’anno

La produzione cinese di acciaio (340,2 milioni di tonnellate) rappresenta  circa il 50% del totale mondiale e il calo di quasi il 2% avvenuto a maggio, ha seriamente preoccupato il mercato. A poco è valso l’aumento della produzione registrato in India (+6,1%) e Taiwan.

Uno dei pochi fattori positivi è il calo delle scorte del minerale di ferro nei porti cinesi, verificatosi alla fine di maggio. Un elemento favorevole alla ripresa dei prezzi ma che non avrà alcun effetto prima di 12 o 18 mesi.


L’eventuale chiusura delle miniere cinesi a più alto costo potrebbe essere un fattore chiave per sollevare il prezzo del ferro, anche se la Cina non sembra affatto intenzionata a percorrere questa strada, come dimostra la recente introduzione di risparmi fiscali del 60% a sostegno dell’intero settore.

Almeno ancora per un anno, e forse più, il mercato del ferro dovrà farsi una ragione dei prezzi in calo, in attesa che la locomotiva cinese possa ripartire.

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