Gas europeo, scorte ai minimi da 17 anni: il conto dell’inverno potrebbe essere salatissimo

Con meno di tre mesi all’inizio della stagione invernale, la situazione delle scorte di gas in Europa sta diventando sempre più critica. Gli stoccaggi sono ai livelli più bassi degli ultimi 17 anni, mentre la disponibilità di gas acquistabile sul mercato è persino più limitata rispetto al 2022. L’Europa, quindi, deve accelerare gli acquisti per evitare di arrivare all’inverno con riserve insufficienti.

Negli ultimi quattro anni la dipendenza energetica europea è profondamente cambiata. Le sanzioni contro la Russia hanno spinto la UE, e soprattutto la Germania, a sostituire il gas russo con LNG statunitense e qatariota. Ma le forniture dal Qatar si sono ridotte drasticamente e non è chiaro quando torneranno ai livelli precedenti. Inoltre, dal prossimo gennaio entreranno in vigore nuove sanzioni europee che vietano completamente l’importazione di LNG russo.

La conseguenza è una crescente competizione con l’Asia per una quantità limitata di gas liquefatto. I prezzi sono già fortemente aumentati e le nuove capacità di esportazione statunitensi previste nei prossimi anni potrebbero contribuire a ridurli, ma non arriveranno abbastanza rapidamente per risolvere l’emergenza europea.

A complicare il quadro c’è stata un’estate particolarmente calda, con ondate di calore che hanno aumentato il consumo di gas per la produzione elettrica. Normalmente l’estate rappresenta il periodo ideale per riempire gli stoccaggi, ma quest’anno la domanda è rimasta insolitamente elevata. Inoltre, l’Europa ha concluso l’ultimo inverno con scorte inferiori alla media degli ultimi cinque anni.

I trader esitano ad acquistare grandi quantità di gas a prezzi elevati, temendo un successivo calo delle quotazioni. Ma aspettare potrebbe rivelarsi ancora più costoso: con l’avvicinarsi dell’inverno, la necessità di riempire gli stoccaggi potrebbe innescare una vera guerra di offerte con gli acquirenti asiatici.

Il problema è particolarmente grave perché durante l’inverno il consumo europeo può raddoppiare. Le forniture da Stati Uniti, Norvegia, Algeria e Azerbaigian possono coprire una parte della domanda, ma gli stoccaggi restano indispensabili.

Infine, la chiusura dello Stretto di Hormuz continua a ostacolare i flussi di LNG dal Golfo Persico. Anche una conclusione immediata delle ostilità non riporterebbe rapidamente i trasporti alla normalità. L’Europa rischia quindi di pagare ancora una volta un prezzo molto elevato per il gas invernale, aggravando ulteriormente i costi energetici e la pressione sulle economie del continente.

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Gas europeo, scorte ai minimi da 17 anni: il conto dell’inverno potrebbe essere salatissimo was last modified: Agosto 18th, 2026 by Redazione online