L’Indonesia ha deciso che smetterà di esportare anche i concentrati di rame.
Il paese vuole scalare la catena dei valori per tutte le sue materie prime più importanti. In altre parole, vuole mantenere nel paese le materie prime per far lavorare le proprie industrie e poter poi vendere prodotti finiti o semilavorati a più alto valore aggiunto.
Per questi motivi, ha già vietato le esportazioni di nichel e si appresta a fare lo stesso per quanto riguarda il rame. Il passo successivo sarà di vietare anche le esportazioni di stagno.
Da tempo l’Indonesia vuole vietare anche le esportazioni di rame
Da tempo l’Indonesia vuole vietare le esportazioni di rame ma, fino ad oggi, la Freeport McMoRan Inc. (uno dei principali produttori mondiali di rame e socio nella Freeport Indonesia), ha sempre cercato di ritardare il divieto poiché i lavori della fonderia, iniziati nel 2021 e che avrebbero dovuto essere completati entro dicembre 2023, non erano terminati.
Proprio la scorsa settimana, le autorità indonesiane hanno concesso ulteriori esportazione di concentrati di rame fino al completamento delle fonderie in costruzione.
La data da non perdere di vista è maggio 2024
Ma i tempo dei rinvii è giunto al termine. Lo stop alle esportazioni di rame si concretizzerà il prossimo anno, non appena Freeport Indonesia e Amman Mineral International avranno finito di costruire le fonderie per la trasformazione di concentrati di rame. Quando gli impianti saranno pronti l’Indonesia potrà smettere di esportare rame grezzo perché verrà lavorato a livello nazionale per trasformarlo in catodi di rame.
Secondo Bloomberg, il governo indonesiano si aspetta che le fonderie in questione saranno operative a maggio del prossimo anno.
L’Indonesia è tra i primi dieci produttori di rame a livello mondiale e, nel 2021, ha prodotto 810.000 tonnellate.
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