Lo scorso maggio, Glencore e la canadese Li-Cycle Holdings Corp (un’azienda attiva nel riciclo di batterie), avevano dichiarato di voler sviluppare un centro del riciclo a Portovesme per produrre tutta una serie di materiali (tra i quali anche carbonato di litio) per far fronte alla carenza globale di materie prime diventate indispensabili per la produzione di auto elettriche. Di fatto, si tratterebbe di un importante hub del riciclo in Europa per le batterie di auto elettriche.
Il polo avrebbe dovuto essere operativo tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027
Ma il progetto sta per saltare poiché la Regione Sardegna ha rifiutato la procedura di approvazione accelerata per il progetto pilota che dovrebbe essere l’anticamera del nuovo polo del riciclo. A questo punto la multinazionale svizzera delle commodities si è detta pronta ad esaminare opzioni alternative.
Un hub del riciclo a Portovesme sarebbe di grande importanza per tutta l’economia della Sardegna, anche perché si tratterebbe di una riconversione degli attuali siti produttivi di Glencore sull’isola. L’inizio dell’operatività del nuovo progetto di Glencore avrebbe dovuto essere tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
La Regione Sardegna ha scelta la procedura di valutazione completa anziché quella accelerata
Alla fine della scorsa settimana la Regione Sardegna ha deciso di sottoporre il progetto ad una valutazione completa dell’impatto ambientale, ma Glencore teme che i tempi di questa procedura per l’approvazione del progetto pilota producano ritardi nelle tempistiche complessive, tanto da rendere l’intero progetto economicamente impraticabile.
Glencore dice anche di aver agito sempre in conformità con tutti i requisiti normativi relativi al progetto dimostrativo e di voler continuare a mantenere l’impegno a fornire ulteriori dettagli sull’impatto dell’impianto. Secondo la società svizzera, il sito produttivo sardo verrebbe riconvertito nel pieno rispetto degli standard sanitari, di sicurezza e ambientali.
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