Uranio a 90 dollari: nucleare e intelligenza artificiale spingono la domanda

Il prezzo dell’uranio torna a mostrare segnali di forza dopo mesi di relativa stabilità. ll contratto future sull’uranio (UXQ6) era salito oltre i 100 dollari per libbra a fine gennaio, sostenuto dal restringimento dell’offerta, dal rinnovato sostegno dei governi all’energia nucleare e dalla crescente domanda di elettricità legata all’espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Dopo il picco, le quotazioni sono rimaste per circa cinque mesi in una fascia compresa tra 84 e 87 dollari per libbra. Ad agosto, tuttavia, il mercato ha ripreso slancio, con i prezzi arrivati a 90 dollari, i massimi dallo scorso febbraio.

Alla base della ripresa c’è soprattutto uno squilibrio strutturale tra domanda e offerta. Anni di scarsi investimenti hanno limitato la crescita della produzione mineraria, mentre il fabbisogno dei reattori continua ad aumentare. Il problema è che l’uranio non può essere prodotto rapidamente in risposta a un rialzo dei prezzi poichè lo sviluppo di una nuova miniera può richiedere anche un decennio. Inoltre, la produzione mondiale è concentrata nelle mani di un numero ristretto di grandi operatori, aumentando la vulnerabilità dell’offerta.

Secondo le analisi di Goldman Sachs, il mercato dell’uranio è già entrato in una fase di deficit e il divario tra domanda e disponibilità è destinato ad ampliarsi con l’entrata in funzione di nuovi reattori nei prossimi anni.

Un ruolo centrale nella crescita della domanda è svolto dalla Cina, che sta guidando l’espansione globale del nucleare e potrebbe diventare il principale mercato mondiale per l’energia nucleare entro la fine del decennio. Anche gli acquisti delle utility mostrano segnali di accelerazione e, secondo UBS, la forza dei prezzi di lungo periodo e l’aumento degli approvvigionamenti confermano un progressivo irrigidimento del mercato.

A rendere ancora più strategico il nucleare è infine il boom dei data center e dell’intelligenza artificiale. La disponibilità di elettricità sta diventando un limite alla crescita delle infrastrutture digitali. In questo scenario, il nucleare offre una fonte di energia a basse emissioni, stabile e disponibile 24 ore su 24. La combinazione tra nuova capacità nucleare, domanda asiatica e fabbisogno energetico dell’AI potrebbe quindi sostenere il mercato dell’uranio per molti anni.

METALLIRARI.COM © ALL RIGHTS RESERVED

Uranio a 90 dollari: nucleare e intelligenza artificiale spingono la domanda was last modified: Agosto 28th, 2026 by Redazione online