Il mondo sta installando impianti eolici e solari a ritmi record, ma il carbone continua a essere la principale fonte individuale di elettricità a livello globale. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nel 2026 le centrali a carbone produrranno circa 10.974 TWh, quasi un terzo dei 33.313 TWh di elettricità generati nel mondo. Seguono gas naturale con 6.976 TWh, idroelettrico con 4.536 TWh, solare con 3.289 TWh, eolico con 2.898 TWh e nucleare con 2.871 TWh.
Il dato è particolarmente significativo dal momento che il carbone produrrà quasi quanto gas naturale e idroelettrico messi insieme e il 77% in più rispetto a eolico e solare combinati. L’IEA prevede comunque che nel 2026 le rinnovabili, considerate complessivamente, supereranno per la prima volta il carbone. Ma questo risultato deriva dalla somma di idroelettrico, solare, eolico, bioenergia e altre fonti: nessuna di esse, singolarmente, è vicina ai livelli del carbone.
A complicare la transizione energetica è anche la situazione del mercato del gas. La guerra tra Stati Uniti e Iran e le difficoltà nelle forniture di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz hanno fatto aumentare i prezzi del gas in Europa e Asia, rendendo il carbone nuovamente competitivo per le centrali in grado di utilizzare combustibili alternativi. L’IEA ha quindi rivisto le proprie previsioni: la produzione elettrica da gas dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile nel 2026, mentre quella da carbone è destinata a crescere.
Il fenomeno è particolarmente evidente in Cina e India, che concentrano una parte enorme della produzione mondiale da carbone. La Cina genera oltre la metà dell’elettricità mondiale da carbone, mentre in India questa fonte rappresenta circa il 71% della produzione elettrica.
Eppure, le rinnovabili continuano a crescere rapidamente visto che la produzione solare dovrebbe aumentare di circa il 30% e quella eolica del 10% nel 2026. Il problema è che la domanda globale di elettricità cresce altrettanto rapidamente, rendendo più difficile sostituire il carbone. L’IEA prevede infatti che il carbone resterà la principale fonte individuale di elettricità almeno fino al 2030. La sua quota diminuirà, ma la produzione scenderà solo dello 0,9% l’anno tra il 2026 e il 2030.
La sfida, quindi, non consiste soltanto nel costruire più rinnovabili, ma nel costruirne abbastanza da soddisfare la nuova domanda e, contemporaneamente, sostituire l’enorme quantità di elettricità oggi prodotta dal carbone.
METALLIRARI.COM © ALL RIGHTS RESERVED
