Rusal, gigante dell’alluminio russo, ha pubblicato il bilancio finanziario e operativo per il 2025. Nonostante un aumento dei ricavi rispetto al 2024, ha registrato una perdita netta di 455 milioni di dollari. Un risultato in netto contrasto con l’utile record del 2024 di 803 milioni di dollari.
Sebbene il fatturato sia balzato del 22,6% a 14,81 miliardi di dollari, anche grazie a un aumento del 5% del prezzo dell’alluminio, il costo totale delle vendite è salito del 32,3% a 12,3 miliardi di dollari, compensando completamente l’aumento dei prezzi.
In termini di operatività, a seguito di un’ottimizzazione pianificata della capacità produttiva, la società ha registrato una diminuzione della produzione di alluminio dell’1,9%, attestandosi a 3.918 mila tonnellate nel 2025 rispetto alle 3.992 mila tonnellate del 2024.
La produzione di allumina è aumentata del 6,7% raggiungendo le 6.858 mila tonnellate, mentre la produzione di bauxite è cresciuta del 16,2% arrivando a 18.453 mila tonnellate, grazie ai progetti di espansione in Guinea e alle nuove partecipazioni in raffinerie cinesi e indiane.
Rusal è sotto pressione a causa dell’impatto delle sanzioni occidentali imposte alla Russia per il conflitto in Ucraina. Sebbene non vi siano sanzioni dirette contro Rusal, alcuni acquirenti occidentali hanno evitato di stipulare nuovi contratti per l’alluminio russo.
Gli analisti credono che i recenti aumenti dei prezzi dell’alluminio dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran dovrebbe sostenere gli utili di Rusal per il primo semestre 2026.
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