I prezzi dell’alluminio si mantengono vicino ai massimi pluriennali (oggi 3.672 dollari per tonnellata) grazie a una combinazione di fattori strutturali che stanno restringendo l’offerta globale. A differenza dei precedenti cicli di mercato, l’attuale fase rialzista non deriva da eventi temporanei, ma da vincoli produttivi destinati a perdurare nel tempo.
La domanda continua a crescere, sostenuta dalla diffusione dei veicoli elettrici, delle energie rinnovabili, delle reti elettriche e degli investimenti infrastrutturali. L’offerta, invece, fatica a tenere il passo a causa di normative ambientali più stringenti, elevati costi energetici e limitate possibilità di espansione della capacità produttiva. Questo squilibrio ha portato il mercato in una situazione di deficit strutturale che sostiene le quotazioni.
Anche il comparto delle materie prime e del riciclo presenta criticità. Persistono infatti colli di bottiglia nella lavorazione dell’allumina e nella logistica, mentre la disponibilità di rottami metallici, fondamentali per la produzione di alluminio secondario, è sotto pressione per effetto di nuove regolamentazioni e restrizioni commerciali.
A sostenere ulteriormente i prezzi contribuiscono le basse scorte disponibili nelle principali borse mondiali e i limiti produttivi della Cina, che pur rappresentando circa il 60% della produzione globale non può aumentare significativamente l’offerta. In questo contesto, il mercato dell’alluminio appare destinato a rimanere teso anche nei prossimi anni, mantenendo le quotazioni su livelli storicamente elevati.
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