Nuovo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea (UE) contro la Russia in arrivo (è il dodicesimo). Questa volta sembra che ci saranno misure che potrebbero non solo danneggiare gli importatori e i consumatori europei (anziché gli esportatori e i produttori russi), ma anche minacciare la cosiddetta agenda verde europea.
Divieto per vergella, fogli ed estrusi di alluminio
Secondo alcune fonti di mercato, una delle sanzioni che la Commissione Europea sta escogitando è il divieto delle importazioni russe di vergella, fogli ed estrusi di alluminio. Sebbene la misura non sia stata ancora approvata ufficialmente per l’opposizione di alcuni paesi, il fatto stesso che se ne stia discutendo per la prima volta da quando è cominciata la guerra delle sanzioni, evidenzia la scarsa comprensione di come queste misure possono avere un impatto sui consumatori della UE tanto quanto o anche di più che sugli esportatori russi.
Prendiamo il caso della vergella di alluminio. Si tratta di un semilavorato utilizzato in vari settori, ma la sua applicazione chiave è nella produzione di cavi. Ciò rende la vergella un materiale prezioso per la realizzazione di progetti rinnovabili (ovvero cavi utilizzati per connettersi al sistema energetico) e, di fatto, contribuisce a ridurre l’impronta di carbonio delle imprese europee.
Tra i maggiori importatori c’è anche l’Italia
La Russia è il principale fornitore di vergella di alluminio della UE. Nel 2022, oltre un terzo delle importazioni di vergella di alluminio nella UE (quasi 71.000 tonnellate), provenivano dalla Russia, con Polonia, Spagna e Italia che sono stati i maggiori importatori.
Se la UE introducesse il divieto di importazione della vergella di alluminio prodotta in Russia, ciò comporterebbe un significativo aumento dei prezzi in tutto il settore. La conseguenza immediata sarà un ulteriore declino della competitività dei produttori europei rispetto ai loro concorrenti in Asia e Medio Oriente.
Gli unici beneficiari di questa discutibile mossa saranno i produttori dell’India e del Medio Oriente, ai quali verrà data l’opportunità irripetibile di richiedere un premio significativo per il loro prodotto.
Per il settore europeo gli effetti potrebbero essere devastanti
Interessante notare che la vergella di alluminio prodotta in Russia è tra le più ecologiche al mondo. Secondo Harbour Aluminium, l’impronta di carbonio della vergella di origine russa è inferiore tra il 30 e il 70% rispetto ad altre importanti origini non europee. Considerando il Green Deal europeo, ciò significa che rimuovendo i prodotti russi in alluminio dal mercato, la UE si darà la zappa sui piedi, aumentando, invece di abbassare, l’impronta di carbonio lungo tutta la catena del valore.
Le associazioni europee di settore stanno contestando le prossime decisioni della Commissione Europea. La Federation of Aluminium Consumers in Europe (FACE) parla di “tentativo oligopolistico di trasformare l’Europa in un mercato vincolato”. Vietare la vergella russa in Europa potrebbe avere un effetto devastante sull’industria dell’intero continente.
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