Il gigante russo dell’alluminio, United Co. Rusal International PJSC, ha acquistato una partecipazione del 30% in un impianto cinese di allumina della Hebei Wenfeng New Materials Co. L’operazione ha l’obbiettivo di colmare le forniture venute a mancare a seguito della guerra con l’Ucraina.
Si tratta di una raro caso di investimento diretto da parte di un’azienda russa nel settore dei metalli cinese. Come ha riportato Bloomberg, con questa operazione la Rusal avrà accesso all’allumina ad un costo competitivo, assicurandosi la fornitura di materie prime chiave.
Le forniture di allumina dall’Australia e dall’Ucraina erano cruciali
Dopo lo scoppio della guerra, l’Australia e l’Ucraina avevano interrotto le esportazioni di allumina e bauxite verso la Russia, facendo perdere alla Rusal due delle sue fonti cruciali di materia prima. Perciò, l’azienda si è rivolta a mercati come Cina e India.
Le politiche europee contro la Russia, hanno allontanato l’alluminio russo dal nostro continente, avvicinandolo invece alla Cina. Un fenomeno guidato dalla crescente polarizzazione politica del mercato dei metalli, ma anche da fattori economici quali i costi interni di Rusal e le dinamiche del mercato cinese.
Va considerato che sia i produttori di alluminio orientali che occidentali sono alle prese con il problema dei margini in forte contrazione, a causa dei prezzi bassi e del calo dei premi. Rusal ha registrato un calo dei ricavi del 17% su base annua nella prima metà di quest’anno, con un utile netto in calo del 54%. Perciò, secondo Interfax, la società sta esaminando la possibilità di chiudere alcune fonderie.
Tre fonderie russe troppo costose potrebbero venir chiuse
Le tre fonderie con i costi più elevati sono Kandalaksha, Volgograd e Novokuznetsk. Le loro capacità è di 500.000 tonnellate all’anno su un totale di 4,2 milioni di tonnellate (nel 2022 Rusal ha prodotto 3,83 milioni di tonnellate di alluminio).
Infine, è interessante notare come la bassa impronta di carbonio delle fonderie siberiane della Rusal alimentate da energia idroelettrica sembrano integrarsi perfettamente con le necessità della Cina, la cui domanda di alluminio interna è in crescita, con un’offerta che ha raggiunto il tetto. Inoltre, i produttori cinesi stanno cercando di produrre alluminio verde nelle province ricche di risorse idriche come lo Yunnan, mentre gran parte della produzione del paese proviene ancora da fonderie alimentate a carbone.
Tutto lascia intendere che i legami sempre più stretti tra Russia e Cina siano vantaggiosi per entrambe.
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