Una questione che sta occupando i pensieri di esperti ed analisti nel settore siderurgico è quella dell’acciaio verde. Non tanto in termini ideologici, climatici o sociali, quanto piuttosto in termini economici.
La domanda che molti si stanno ponendo è se il premio per l’acciaio verde, che molte aziende sperano di ottenere, sarà sostenibile nel futuro.
I produttori di acciaio sperano di incassare un premio verde
Il premio verde è la differenza tra i prezzi dei prodotti verdi e quelli convenzionali. Di fatto, misura quanto i prodotti green siano più costosi di quelli tradizionali. Nel caso della siderurgia, le aziende produttrici ritengono che i clienti saranno pronti a pagare di più per i prodotti verdi quando questi saranno disponibili sul mercato (probabilmente non prima di 3-5 anni). Tuttavia, gli scettici evidenziano che tali aspettative potrebbero non venir soddisfatte.
D’altronde, perché mai pagare pagare più del dovuto per l’acciaio verde? Fondamentalmente, la risposta dipende da 2 fattori: le dinamiche future dei costi di produzione e il rapporto tra domanda e offerta sul mercato dei prodotti green steel.
Impatto dei costi di produzione nei prossimi anni
L’impatto più significativo sui costi di produzione verrà dalla CO2 e dai prezzi dell’energia. Sembra certo che nell’Unione Europea (UE) i prezzi del carbonio aumenteranno e, secondo le previsioni di GMK Center, il prezzo della CO2 nella UE raggiungerà i 133 euro per tonnellata nel 2030 (attualmente è di circa 90 euro).
Per quanti riguarda i prezzi dell’energia ci saranno differenze da paese a paese. I progetti a basse emissioni di carbonio sono concentrati nelle nazioni che hanno accesso a energie rinnovabili a basso costo (Svezia, Norvegia, Spagna, Australia, ecc.) o gas naturale a basso costo (Medio Oriente). Naturalmente, i produttori di acciaio in questi paese avranno vantaggi competitivi.
Va tenuto presente che la decarbonizzazione dell’industria siderurgica dipende in gran parte dalla decarbonizzazione dell’approvvigionamento energetico. Poiché la strada maestra per la decarbonizzazione è l’utilizzo della tecnologia DRI-EAF (ferro a riduzione diretta e forni elettrici ad arco) che si basa sull’elettricità (il 90% dei costi negli EAF è legato all’energia), è evidente che tutto dipende dalle forniture di energia rinnovabile.
E qui viene una considerazione interessante che nasce dai calcoli effettuati da GMK Center: nel 2030 la differenza dei costi di produzione e dei prezzi dei produttori verdi rispetto a quelli convenzionali non sarà così significativa. Se ciò si dimostrerà vero, non ci sarà alcuno spazio per un premio verde. Questo scenario potrebbe però cambiare se i prezzi dell’energia diventassero elevati: oltre i 100 euro per MWh per l’elettricità o per il gas naturale.
Come reagirà la domanda?
Considerando la domanda di acciaio verde possiamo attenderci che la maggiore domanda di acciaio verde possa provenire dal settore automobilistico, che nella UE rappresenta il 16% del consumo di metallo (23,3 milioni di tonnellate nel 2022). L’industria automobilistica potrebbe ridurre le emissioni della catena di approvvigionamento del 34% grazie all’acquisto di acciaio verde, aggravando i propri costi di produzione soltanto dello 0,5%. Lo stesso vale per altri settori (per esempio gli elettrodomestici o le energie rinnovabili), ma non per tutti.
Al contrario, il settore dell’edilizia che rappresenta il maggior consumo di acciaio, non ha motivi per ridurre le emissioni visto che consuma principalmente prodotti lunghi, solitamente prodotti tramite forni EAF che usano soprattutto rottami.
Tutto ciò considerato, fino al 2030 il potenziale di consumo di acciaio verde potrebbe essere parziale e riguardare solo 20 milioni di tonnellate di acciaio all’anno (prodotti finiti). Probabilmente, i primi che offriranno green steel potranno spuntare un premio verde per un breve periodo, ma non appena l’offerta del mercato aumenterà i premi non saranno sostenibili.
Infine, va sottolineato che non esiste nel mondo alcuna certificazione riconosciuta per l’acciaio verde. Pertanto, l’etichetta di acciaio verde sarà una questione di marketing e tutti i produttori di acciaio a basso tenore di carbonio chiameranno i loro prodotti verdi.
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