La redditività è diventata un grosso problema per tutti i produttori di zinco in Europa. I prezzi del metallo che scendono e l’aumento dei costi di produzione rendono antieconomico produrre zinco nel nostro continente.
Stop da settembre fino a metà del prossimo anno
Come riportato da Reuters, l’azienda Almina-Minas do Alentejo fermerà la produzione di concentrati di zinco e piombo presso i suoi impianti di Aljustrel (Portogallo) dal prossimo 24 settembre fino al secondo trimestre del 2025. Il motivo del fermo sono i prezzi dello zinco che si trovano a livelli troppo bassi rispetto ai costi di produzione.
L’azienda portoghese ha prodotto 215.000 tonnellate di concentrato di zinco (equivalenti a circa 99.000 tonnellate di zinco metallico) e 50.000 tonnellate di concentrato di piombo (equivalenti a circa 20.000 tonnellate di piombo metallico).
Pochi mesi fa, anche la società svedese Boliden aveva sospeso la produzione a Tara (Irlanda), la più grande miniera di zinco d’Europa. Il motivo? Perdite finanziarie insostenibili. In quell’occasione i prezzi del metallo erano decollati, cosa che però non è avvenuta dopo l’annuncio dello stop di Almina-Minas do Alentejo.
Contango ai massimi dopo l’aumento delle scorte LME
All’inizio di questa settimana, il contango al London Metal Exchange (LME), cioè lo sconto sul prezzo a breve termine rispetto al contratto a 3 mesi, ha raggiunto il massimo da marzo 2021. Un indice di un’abbondante offerta a pronti, anche perché le scorte nei magazzini LME sono a 138.400 tonnellate, ben al di sopra delle 93.525 tonnellate di metà agosto. Anche nei magazzini dello Shanghai Futures Exchange (SHFE) i livelli delle scorte sono abbastanza elevati (46.579 tonnellate).
I prezzi LME dello zinco a tre mesi sono crollati di quasi il 30% da fine gennaio e, oggi (12 settembre), sono a circa 2.500 dollari a tonnellata.
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