C’è molta incertezza sulla direzione che prenderanno i prezzi del rame. Se il mese scorso le quotazioni avevano fatto sperare ad un rally, sono poi cadute in depressione manifestando una debolezza intrinseca.
Il fattore che alimenta questa debolezza è la mancanza di ulteriori stimoli all’economia in Cina. Le misure adottate dal governo cinese (riduzioni dei tassi d’interesse) si sono dimostrate insufficienti a dare fiducia al mercato.
La manifattura cinese sta rallentando
Gli investitori speravano che Pechino mettesse in campo altri aiuti sostanziali ma, fino ad oggi, nulla si è concretizzato. E le aspettative di nuovi stimoli economici sono andate deluse.
Nel frattempo la manifattura cinese sta rallentando, come anche quella degli Stati Uniti. A giugno, il China Caixin Manufacturing PMI è sceso a 50,5 da 50,9 di maggio. Ma, il PMI manifatturiero ufficiale (quello del National Bureau of Statistics) mostra una situazione ancora peggiore, restando per il terzo mese consecutivo a 49 (sotto il livello di 50 viene considerato un segnale recessivo).
Naturalmente, non c’è peggiore notizia per il rame di una contrazione del settore manifatturiero, soprattutto in Cina. Ma anche negli Stati Uniti l’indice manifatturiero (ISM Manufacturing PMI) indica una discesa con un livello di 46 a giugno (a maggio era a 46,9), il livello più basso da giugno 2020.

Le scorte di rame che scendono danno un certo supporto ai prezzi
Con indicatori tanto negativi c’è da domandarsi perché i prezzi del rame non scendano più drammaticamente. Qui entrano in gioco le scorte di metallo nei magazzini del London Metal Exchange (LME) che hanno registrato un calo di oltre il 37% nelle ultime tre settimane di giugno.
È vero che negli ultimi anni i livelli delle scorte non hanno avuto una grande influenza sui prezzi del rame, tuttavia questa volta la potenziale bassa offerta ha richiamato le scommesse al rialzo dei fondi d’investimento, in controtendenza rispetto al resto del mercato.
Ad ogni modo, la debolezza economica in Cina e in Occidente è un macigno sulla domanda di rame e sui prezzi. Se almeno la Cina non riuscirà a trascinarsi fuori dalla crisi in cui si trova, è difficile immaginare in quale direzione si incamminerà il metallo rosso.
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