Sul mercato del rame tornano a fiorire le speranze che il governo cinese possa riuscire ad aiutare l’economia a riprendersi. Di conseguenza, i prezzi del metallo rosso stanno salendo. Oggi, 25 luglio, il rame LME a tre mesi è salito dell’1,5% a 8.646 dollari per tonnellata ma, secondo Reuters, è riuscito anche a toccare 8.675,5 dollari (il massimo dal 14 luglio).
Ci saranno aiuti per il settore immobiliare
A inizio settimana, i leader politici cinesi hanno annunciato che aiuteranno l’immobiliare, il settore che consuma grandi quantità di metalli. Non sono ancora stati rivelati i dettagli del piano, ma non sembra che sarà nulla di clamoroso come qualcuno sperava. Tuttavia, è un chiaro segnale che il governo cinese continuerà nell’intento di sostenere la crescita della domanda interna.
Secondo Bank of China International, l’efficacia delle attuali politiche sulla domanda di metalli di base potrebbe richiedere del tempo prima che gli effetti si avvertano sui mercati. Tanto è vero che, attualmente, il rame è ancora in calo del 9,5% rispetto ai picchi di metà gennaio, quando le aspettative di un boom post-pandemia in Cina erano ai massimi.
Ma la domanda di rame persiste debole
Non va dimenticato che in Cina, il più grande consumatore mondiale di rame, la domanda a breve termine di metallo rimane debole. Non più tardi della scorsa settimana, la maggior parte dei metalli industriali erano scesi dopo che gli investitori erano rimasti delusi dalle modeste misure di stimolo economico annunciate dal governo cinese.
Ad amplificare le incertezze si aggiunge il fatto che i mercati globali sono in attesa delle decisioni sui tassi da parte della Federal Reserve americana (FED) e della Banca Centrale Europea (BCE) alla fine di questa settimana. Le previsioni sono per un aumento di 25 punti base ma, se ci saranno sorprese, anche i prezzi del rame ne risentiranno.
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