La carenza di materie prime non riguarda solo i semiconduttori o le memorie. Nel comparto dell’elettronica e delle infrastrutture digitali cresce l’attenzione anche sul rame, materiale essenziale per cablaggi, circuiti stampati e sistemi di dissipazione. Negli ultimi mesi diversi operatori della filiera segnalano prezzi in forte aumento e tempi di consegna più lunghi, con effetti già visibili sui costi industriali.
Secondo Roman Hartung, amministratore delegato di Thermal Grizzly (azienda specializzata in soluzioni di raffreddamento ad alte prestazioni), i tempi di consegna per l’acquisto di lastre di rame sono passati da poche settimane a diversi mesi.
Prezzi in forte crescita e disponibilità irregolare
Il prezzo del rame sarebbe salito nell’ultimo anno da circa 9.000 a circa 13.000 dollari a tonnellata. Anche se in euro l’incremento appare più contenuto, attorno al 30%, resta significativo per una materia prima largamente utilizzata in tutta l’elettronica. Un caso concreto riguarda lastre di rame da 12 mm: in precedenza costavano circa 190 euro con consegna immediata, mentre oggi la quotazione può arrivare a 280 euro con tempi di consegna stimati fino a quattro mesi.
A questo si aggiunge il rincaro dello stagno, con un impatto ulteriore sui costi dell’elettronica, dal momento che si tratta del materiale principale per le saldature elettroniche.
Intelligenza artificiale e tensioni commerciali tra i fattori chiave
L’espansione dei sistemi legati all’intelligenza artificiale, inclusi data center, server e componentistica di potenza, richiede grandi quantità di rame. Questa crescita della domanda si intreccia con fattori geopolitici e commerciali.
Secondo diversi operatori, i dazi promossi dall’amministrazione Trump avrebbero incentivato lo stoccaggio di rame negli Stati Uniti, provocando spostamenti di scorte da Europa e Asia verso il mercato americano. In presenza di tali squilibri, anche una disponibilità globale teoricamente adeguata può tradursi in carenze regionali e ulteriori pressioni sui prezzi.
Impatto diretto sui produttori europei
Le aziende attive nella componentistica di raffreddamento e nell’hardware per computer stanno già valutando adeguamenti dei listini. È assai probabile che ci saranno aumenti di prezzo per i blocchi GPU, con rialzi che riflettono il maggiore costo delle materie prime.
Inoltre, la produzione in Cina non presenta più i vantaggi economici del passato, mentre in Europa orientale (potenziale destinazione per trasferire la produzione) restano limiti infrastrutturali che rendono difficile una rapida rilocalizzazione industriale.
Per il settore europeo dell’elettronica e delle infrastrutture digitali la questione del rame assume quindi una dimensione strategica. Non si tratta solo di volatilità delle quotazioni, ma di sicurezza delle forniture, politiche commerciali e nuove traiettorie industriali legate alla trasformazione digitale.
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