I maggiori produttori di rame del mondo lo hanno detto chiaro e tondo: non ci sono abbastanza progetti di nuove miniere per pensare di poter fornire metallo sufficiente per tenere il passo con la transizione verso l’energia pulita.
Gli investitori e le banche non sono propensi a finanziare lo sviluppo di nuove miniere e la possibilità che il mondo di ritrovi senza rame è qualcosa di più di una semplice ipotesi. Per il passaggio all’energia senza emissioni di carbonio il metallo rosso è vitale. Senza rame non si possono produrre auto elettriche e non si può rinnovare la rete elettrica.
L’aumento dei prezzi del rame non allevierà il deficit
Qualcuno spera che quando i prezzi del rame saliranno, la disponibilità di metallo aumenterà. Ma, come ha detto anche il presidente di Freeport-McMoran (il più grande produttore di rame degli Stati Uniti), l’aumento dei prezzi non è sufficiente a garantire tutto il metallo che serve affinché il mondo diventi verde.
Nel corso di quest’anno i prezzi del rame sono scesi di circa il 4%, raggiungendo l’attuale livello di circa 8.000 dollari per tonnellata. La debolezza delle quotazioni è una conseguenza del raffreddamento dell’economia mondiale e dell’aumentata produzione in Perù e in Cile.
Tuttavia, tutte le previsioni indicano che la domanda di metallo rosso decollerà per rifornire l’economia verde, oltre che per sostenere la crescita economica dell’India e di altri paesi in via di sviluppo. Tanto per avere dei numeri di riferimento, si consideri che il tenore di vita dell’occidentale medio richiede 200-250 chilogrammi di rame a persona, contro i 60 chilogrammi della media globale.
Un mercato da 50 milioni di tonnellate entro il 2035
Secondo S&P Global, il consumo di rame raddoppierà fino a raggiungere un mercato da 50 milioni di tonnellate entro il 2035, con un divario cronico tra domanda e offerta. In una conferenza organizzata dal Financial Times, il magnate miliardario del settore minerario e fondatore di Ivanhoe Mines (Robert Friedland) ha detto che l’attuale fase di prezzi così bassi sarà il motore delle carenze che ci aspettano.
È dato per certo dagli operatori del settore che, nel corso di questo decennio, ci sarà una carenza strutturale d rame, spingendo l’innovazione a sostituire o a ridurre l’uso del metallo rosso nei prodotti.
La crisi dell’offerta che riguarda anche altri metalli oltre al rame rischia di far naufragare il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione dell’economia.
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