Prigozhin e i suoi mercenari hanno spinto gli investitori a comprare oro. L’aumento dell’incertezza geopolitica e i segnali sempre più evidenti di una recessione favoriscono gli investimenti in beni rifugio, di cui l’oro è simbolo per eccellenza.
Subito dopo l’ammutinamento di Prigozhin, i prezzi del metallo giallo sono aumentati fino allo 0,6% e, dopo la marcia indietro dei mercenari della Wagner diretti a Mosca, il rialzo si è interrotto.
Prezzi forti, anche se non ai massimi
Secondo gli analisti di Morgan Stanley, sembra che l’oro stia cercando di prezzare un’ampia gamma di possibili eventi tutti in una volta. Tra questi ci sono anche il ribasso dei tassi e il rischio di altra inflazione. Per Morgan Stanley anche se i prezzi dell’oro sono scesi dai massimi, rimangono ancora molto forti.
Le quotazioni si trovano al di sotto della media mobile a 100 giorni, un livello di supporto chiave violato all’inizio di questo mese, ma i gestori dei fondi d’investimento sono tornati positivi sulle prospettive dell’oro. Secondo Bloomberg, questo recente cambio di marcia è avvenuto la scorsa settimana, dopo che le scommesse rialziste erano crollate di quasi il 20%.
I rialzi per fattori geopolitici tendono ad esaurirsi velocemente
I nuovi timori per le incertezze geopolitiche sullo scacchiere russo non faranno che dare un supporto al metallo prezioso, andandosi ad aggiungere alle prospettive di un’ulteriore stretta monetaria da parte delle banche centrali statunitensi ed europee. Tutti fattori favorevoli per gli investitori in oro, ma decisamente negativi per l’economia globale.
Vale la pena tenere comunque in considerazione che mentre i rialzi alimentati da fattori geopolitici tendono storicamente ad essere di breve durata, i tassi reali e l’andamento del dollaro saranno probabilmente determinanti per il futuro del metallo giallo.
Oggi, 26 giugno, i prezzi dell’oro sono di 1.923 dollari all’oncia.
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