La produzione mondiale di acciaio ha mostrato un moderato segnale di ripresa nel mese di giugno, confermando una crescita su base annua nonostante un lieve rallentamento rispetto al mese precedente. Secondo i dati diffusi dalla World Steel Association, nei 70 principali paesi produttori sono stati realizzati complessivamente 155,7 milioni di tonnellate di acciaio, con un incremento dell’1,7% rispetto a giugno 2025. Su base mensile, tuttavia, la produzione è diminuita dell’1,4%, evidenziando come il settore continui a muoversi in un contesto caratterizzato da domanda non uniforme e da differenti dinamiche regionali.
L’analisi dei principali produttori evidenzia ancora una volta il ruolo dominante della Cina, che ha realizzato 83,7 milioni di tonnellate, pari a oltre la metà della produzione mondiale del mese. La crescita cinese, tuttavia, è stata molto contenuta (+0,4% su base annua), segnale di un mercato interno ormai maturo e di una domanda che continua a risentire della debolezza del comparto immobiliare e delle incertezze economiche.
L’India conferma invece il proprio percorso di espansione, con una produzione di 14,1 milioni di tonnellate, in aumento del 4,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il Paese continua a consolidare il proprio ruolo come secondo produttore mondiale, sostenuto dagli investimenti infrastrutturali e dalla crescita della domanda domestica.
Anche gli Stati Uniti hanno registrato un andamento positivo, con 7,2 milioni di tonnellate prodotte (+3,5%), mentre il Giappone ha evidenziato una crescita più moderata (+1,3%), raggiungendo 6,8 milioni di tonnellate.
Tra i grandi produttori, la Russia continua invece a mostrare segnali di difficoltà, con una produzione scesa a 5,6 milioni di tonnellate, in calo del 3,4% su base annua. Anche la Corea del Sud ha registrato una lieve flessione (-0,9%), attestandosi a 5,3 milioni di tonnellate.
Particolarmente significative risultano le performance di alcuni paesi emergenti. La Turchia ha aumentato la produzione del 14,7%, raggiungendo 3,3 milioni di tonnellate, mentre la Germania ha registrato una crescita del 9,5%, con 2,9 milioni di tonnellate, segnale di un parziale recupero dell’industria siderurgica europea dopo un periodo caratterizzato da elevati costi energetici e domanda debole.
Il dato più sorprendente riguarda però il Vietnam, che con 2,6 milioni di tonnellate ha registrato un incremento del 27,5%, il più elevato tra i principali produttori mondiali. Questo risultato conferma il crescente peso dell’industria siderurgica vietnamita all’interno della catena produttiva asiatica.
METALLIRARI.COM © ALL RIGHTS RESERVED
