A poche settimane dalla fine della pausa estiva, la domanda di travi di acciaio da parte degli utenti finali rimane debole. L’ediliza sta consumando ancora poco metallo e i prezzi si stanno indebolendo.
In questo contesto negativo le acciaierie stanno provando a spingere i prezzi verso l’alto, ma sono pochi a credere che il mercato potrà sopportarli. È infatti molto difficile che materiale a prezzi maggiorati possa trovare degli acquirenti che non comprano nemmeno ai prezzi attuali (un vecchio proverbio inglese diceva: “Si può portare il cavallo alla fontana, ma non lo si può convincere a bere“)
Qualcuno ha dovuto rifornire le scorte ma, in generale, la domanda è depressa
Secondo Fastmarkets, i prezzi delle travi d’acciaio in Nord Europa si stanno muovendo tra i 720 euro per tonnellata e i 780 euro per tonnellata, in ribasso rispetto ai 750-780 euro per tonnellata di inizio settembre. Sono, più o meno, gli stessi prezzi che si registrano in Italia e nel Sud Europa in generale, dove però si tratta di livelli più alti rispetto a quelli di inizio settembre.
Va segnalato inoltre che alcune aziende hanno dovuto fare nuovi ordini per rimpinguare le proprie scorte di magazzino, ma gli acquisti non sono stati così numerosi da cambiare il quadro generale che rimane quello di una domanda depressa.
Stabile il mercato del rottame in Turchia
Nel frattempo, i prezzi del rottame in Turchia, il principale mercato di riferimento per i rottami ferrosi, sono rimasti sostanzialmente stabili, in un mercato addormentato per le deboli vendite di prodotti finiti e per le condizioni economiche che permangono negative.
Sempre secondo Fastmarkets, il rottame HMS 1&2 (mix 80:20) importato in Turchia dall’Europa è stato pagato 370,24 dollari per tonnellata, in leggerissimo aumento rispetto al prezzo della prima settimana di settembre.
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