Se volessimo definire con due aggettivi il mercato del rame nel corso di quest’anno, diremmo che è stato interessante ma confuso.
Con una grande volatilità, tra alti e bassi, il mercato ha visto i prezzi crollare a metà anno a causa della crisi dell’economia cinese ma, subito dopo, si sono ripresi e hanno raggiunto un livello del tutto rispettabile (oggi, 11 ottobre, il rame LME a 3 mesi quota 8.030 dollari per tonnellata).
Secondo Goldman Sachs la domanda cinese di rame aumenterà
È notizia recente che, nonostante le incertezze macroeconomiche della Cina, una importante banca d’investimento come Goldman Sachs prevede che la domanda cinese di alcune materie prime (rame compreso) aumenterà. Il fabbisogno di rame della Cina è aumentato dell’8% su base annua, mentre la domanda di minerale di ferro è aumentata del 7%.
Gli analisti pensano che questa inaspettata domanda derivi dalla ripresa dell’economia verde. In effetti, gli impianti solari in Cina hanno spinto significativamente al rialzo la domanda di rame, visto che la capacità solare del paese ha recentemente superato quella del resto del mondo messo insieme.
Se Goldman Sachs prevede che l’appetito cinese per alcune materie prime sia destinato ad aumentare, Citibank ritiene che i prezzi del rame si attesteranno a 8.000 dollari per tonnellata nei prossimi 3 mesi.
Il più pessimista prevede prezzi a 7.000 dollari
La confusione prevale poiché molteplici fattori continuano a tirare in su e in giù il prezzo del rame.
Fino a qualche giorno fa circolavano voci di un calo dei prezzi del rame a causa dei rischi di recessione. Per esempio, la cinese Antaike ha previsto un calo a 7.000 dollari nella seconda metà del 2023 a causa della scarsa crescita della domanda.
Anche un’altra società di analisi come ING Think sembra pessimista poiché la scarsa ripresa della domanda cinese potrebbe comportare un ulteriore calo del prezzo del rame. Inoltre, le scorte di borsa stanno aumentando. In effetti, un report dell’International Copper Study Group prevedeva un surplus di 3.320.000 tonnellate nel primo trimestre.
Alcuni mesi fa, Trafigura aveva previsto che i prezzi del rame avrebbero potuto raggiungere un nuovo massimo in 12 mesi, alimentati da una ripresa dell’economia cinese e da problemi di approvvigionamento. Le sue previsioni parlavano di prezzi che potrebbero toccare il massimo storico di 10.845 dollari e arrivare poi oltre i 12.000 dollari.
Tante incertezze nel breve termine
Certamente, anche i problemi dell’offerta peseranno nei prossimi mesi. Goldman Sachs prevede che il 50% della fornitura di rame arriverà da paesi a rischio come la Repubblica Democratica del Congo, il Botswana e la Mongolia. Non è impensabile che in queste giurisdizioni possano nascere ostacoli alle forniture in un periodo come questo, contraddistinto da instabilità economica e minacce geopolitiche. Naturalmente, eventuali problemi di approvvigionamento in queste aree geografiche potrebbero riflettersi anche dei prezzi del rame.
In conclusione, nel breve termine, anche tra gli analisti più esperti regna incertezza e confusione, forse come non mai nel corso degli ultimi anni.
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