La scorsa settimana (venerdì) è stato fatto un importante passo in avanti per considerare anche l’alluminio come una materia prima essenziale per l’Unione Europea (UE).
Come riporta Reuters, è stato concordato tra i paesi membri di alzare l’asticella degli obbiettivi per il riciclo e la lavorazione delle materie prime necessarie per la sua transizione verde, aggiungendo l’alluminio all’elenco dei minerali essenziali (Critical Raw Materials Act).
Il riciclo delle materie prime critiche dovrà aumentare al 20% dei consumi
Il Critical Raw Materials Act è un documento che contiene le strategie UE per garantire che il nostro sistema industriale possa competere con quello degli Stati Uniti e della Cina per quanto riguarda le tecnologie verdi, che non possono esistere senza la fornitura di tutta una serie di materie prime. Tra queste ci sono 16 materie prime strategiche (litio e rame per esempio) che, secondo la Commissione Europea, dovrebbero aumentare al 10% del consumo annuale della UE entro il 2030. Inoltre, il riciclo di queste materie prime dovrebbe crescere del 15% (percentuale adesso aumentata al 20%) e la lavorazione del 40% (anche questa aumentata adesso al 50%). Infine, sempre secondo i piani, non più del 65% di un materiale dovrebbe provenire da un singolo paese terzo.
Ma, come accennato, si è finalmente proposto di aggiungere alluminio, allumina (ossido di alluminio) e bauxite all’elenco delle materie prime strategiche.
Diventerà legge entro la fine dell’anno?
Se qualcuno si chiede come si tradurrà tutto questo nella realtà industriale del nostro continente, deve sapere che il Critical Raw Materials Act prevede una procedura di autorizzazioni più snella per i progetti che coinvolgono materie prime critiche, ma anche procedure per aumentare il riciclo e diversificare le importazioni.
Anche se è difficile dire se tutti questi buoni propositi si trasformeranno in azioni efficaci e concrete, è almeno una manifestazione di volontà nella giusta direzione. Se il Critical Raw Materials Act dovesse diventare legge entro la fine dell’anno, la UE potrà cominciare ad incamminarsi sulla strada per cercare di assicurarsi le materie critiche di cui non può fare a meno. Purtroppo, siamo in netto e colpevole ritardo rispetto a Cina e Stati Uniti ma, come si dice, meglio tardi che mai!
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