Se volete speculare… ecco pane per i vostri denti!

Quali sono i temi caldi per i prossimi 24 mesi per chi volesse speculare sulle materie prime e sui metalli?

Gli speculatori non godono certo di una buona fama. Pronti a scommettere su qualsiasi cosa che abbia il potenziale di generare guadagni ingenti, sia che si tratti di qualche disgrazia finanziaria o di qualche terremoto economico. Per l’immaginario collettivo sono avidi, viscidi e maleficamente scaltri.

Tuttavia, queste considerazioni scompaiono quando si tratta della casalinga di Voghera che pretende dalla propria banca rendimenti altissimi per poter far crescere i propri risparmi. Può dar fastidio ascoltarlo ma, direttamente o indirettamente, quasi tutti gli investitori e i risparmiatori sono sempre pronti a speculare.

Ecco perché molti non resisteranno alla tentazione di conoscere quali sono le migliori occasioni nel settore delle materie prime per i prossimi 2 anni…

Parola d’ordine: “Merger and Acquisition”

Innanzitutto, uno dei migliori temi speculativi sarà un nuovo ciclo di M&A (Merger and Acquisition). Le aziende con sinergie operative diventeranno le prede più ambite e, di conseguenza, il valore dei loro titoli azionari crescerà. Nel 2017, le operazioni di M&A nel settore minerario hanno toccato il massimo a 4 anni ma, nel 2018, aumenteranno ulteriormente.

Con ogni probabilità, visto il grande interesse intorno ai minerali critici e alla tecnologia delle batterie, le aziende che ne verranno coinvolte saranno quelle che trattano litio, rame o cobalto.

Rivolgendo invece l’attenzione ai singoli metalli, qualsiasi speculatore non può fare a meno di considerare l’uranio. Anche se nessuno conosce se i prezzi saliranno l’anno prossimo, o l’anno dopo o l’anno dopo ancora, c’è da aspettarsi che nel giro di cinque o sei anni metterà a segno guadagni davvero spettacolari.

D’altronde, come sanno bene i grandi fondi d’investimento che hanno comprato uranio fisico, nel biennio 2006-2007, i prezzi spot del metallo sono passati da 20 dollari per libbra a 138 dollari, trascinando verso l’alto anche i titoli azionari delle società del settore. Fu allora che i principali produttori decuplicarono il loro valore.

Come diceva un broker di Wall Street all’inizio del secolo scorso: “Uno speculatore è un uomo che osserva il futuro e agisce prima che avvenga“.

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