Economia

Vivere sul pianeta Terra senza un piano B

Il riscaldamento globale e il cambiamento climatico del nostro pianeta sono un rischio concreto e reale, di cui alcuni analisti finanziari stanno iniziando a mettere in guardia gli investitori.

La crisi economica in cui il mondo è caduto a seguito della crisi finanziaria del 2008, ha impartito una lezione da non dimenticare: la barca è una sola e siamo tutti a bordo.

Se vogliamo che la barca rimanga a galla abbiamo bisogno di regole abbastanza severe per evitare che i rischi sistemici diventino delle catastrofi sistemiche.

Una lezione che vale sia per l’economia che per l’ambiente.

Gli avvertimenti da parte di scienziati e agenzie internazionali sono sempre più numerosi: la Terra e tutti i suoi abitanti sono completamente fuori strada per evitare cambiamenti climatici pericolosi e per evitare che la finestra temporale per una efficace retromarcia si chiuda per sempre.

La comunità scientifica e il mondo del volontariato sono consapevoli del problema, che invece non sembra preoccupare eccessivamente i politici e la maggior parte degli abitanti del pianeta Terra.

La scelta tra ciò che dovrebbe essere fatto e ciò che si dovrebbe fare sembra impossibile ma è una scelta antica come la storia e, come la storia ha dimostrato, quando non esiste un’alternativa, il realismo espande i limiti di ciò che è possibile fare, cancellando le illusioni che qualcosa possa venire in aiuto per risolvere il problema.

Sono sufficienti tre numeri per dare una sintetica visione della drammaticità del problema:

  • 2 gradi centigradi – Dopo la conferenza sul cambiamento climatico di Copenaghen del 2009, tutta la comunità scientifica è concorde nel ritenere che l’aumento della temperatura globale del pianeta non dovrebbe superare i due gradi centigradi. Finora la temperatura media del pianeta è salita di poco meno di 0,8 gradi e ciò ha causato molti più danni di quanto la maggior parte degli scienziati si attendevano (un terzo del ghiaccio nell’Artico è scomparso, gli oceani sono il 30% più acidi e poiché l’aria calda contiene più vapore acqueo rispetto a quella fredda, l’atmosfera sopra gli oceani è del 5% più umida, un potenziale pericolo di devastanti inondazioni).
  • 565 gigaton – Gli scienziati stimano che gli esseri umani possano riversare nell’atmosfera non più di 565 giga-tonnellate di anidride carbonica per avere qualche ragionevole speranza di mantenere la temperatura globale al di sotto dei 2 gradi centigradi.
  • 2.795 gigaton – È stato stimato che la quantità di combustibili fossili, come per esempio petrolio e carbone, che già allo stato attuale sono in progetto di essere consumati negli anni a venire sono di 2.795 gigaton, un numero drammaticamente superiore ai 565 gigaton, da soli necessari ad innalzare la temperatura globale di 2 gradi centigradi.

Alcuni analisti finanziari hanno iniziato ad informare gli investitori circa i possibili rischi che il cambiamento climatico crea a tutti i portafogli azionari.

La natura è il cronometrista. È la natura che determina i punti critici oltre i quali il cambiamento diventa irreversibile. Purtroppo non possiamo vedere gli orologi quindi non sappiamo quanto tempo è rimasto.

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