Economia

Troppo ferro sul mercato, ancora per anni

L’eccesso di offerta di minerale di ferro è destinata a durare per anni, con effetti nefasti sui prezzi. Anche il taglio dei tassi d’interesse cinesi non ha sortito fino ad ora effetti significativi.

Fino a quando durerà il surplus globale di minerale di ferro sui mercati internazionali?

Secondo la Banca Mondiale (World Bank), l’eccesso di minerale di ferro è destinato a durare per almeno altri due anni. Il rallentamento dell’economia cinese e fornitori sempre più disposti ad inondare il mercato con bassi prezzi, sono le cause principali.

Guardando a quanto accaduto in passato sul mercato dei metalli, non ci sono molti dubbi sul fatto che il tempo necessario per smaltire la produzione in eccesso sia almeno di uno o due anni. Il tempo necessario per tornare a livelli normali dell’offerta o per avere un eccesso di domanda.

Per gli operatori di mercato la notizia non è una sorpresa (“Segnali negativi dal mercato del ferro“), quanto la conferma di un lungo ciclo negativo.

La World Bank prevede che i prezzi del minerale di ferro saranno in media di 75 dollari per tonnellata durante il 2015, un livello più alto rispetto al prezzo corrente (circa 63 dollari).

Secondo Morgan Stanley l’eccesso di offerta durerà fino al 2018

Morgan Stanley è ancora più pessimista e ritiene che l’eccesso di offerta perdurerà anche nel 2018, con un aumento a 437 milioni di tonnellate. Il prezzo medio per quest’anno dovrebbe aggirarsi intorno ai 66 dollari per tonnellata.

Un panorama così negativo lascia ben poco spazio all’ottimismo. Tuttavia, il recente taglio dei tassi di interesse da parte della Cina, potrebbe dare una spinta alla domanda.

La People’s Bank of China ha infatti annunciato un taglio dei tassi dello 0,25% per alleviare i costi finanziari delle imprese statali e per stimolare l’edilizia. Questo è il secondo taglio dei tassi di interesse in soli tre mesi.


Secondo la banca centrale cinese, uno dei motivi principali che hanno ispirato il nuovo intervento monetario è l’aumento della pressione deflazionistica e la discesa dei prezzi delle materie prime in tutto il mondo.

La manovra sui tassi ha prodotto un primo effetto sul minerale di ferro, facendo crescere il prezzo dello 0,8% all’indomani dell’annuncio.

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