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Terre rare: una bolla pronta ad esplodere?

Tutte le materie prime stanno attraversando momenti di grande incertezza durante la prima parte del 2012. Ma per quanto riguarda le terre rare (REE), alcuni osservatori temono che si sia innescata una bomba ad orologeria e si stanno domandando: “la bolla delle terre rare sta per esplodere?”

La domanda sorge spontanea dopo le considerazioni esposte da uno dei principali esperti di terre rare nel mondo. Jack Lifton, del Technology Research Metals, ha dichiarato che la bolla delle terre rare è scoppiata e le valutazioni di mercato stanno diventando più reali. Quella di Lifton è un’opinione molto rispettata nel settore metalli e i suoi consigli sono molto ascoltati dalla comunità internazionale degli investitori nelle materie prime.

In una recente intervista ha confermato che il settore delle terre rare si trova di fronte ad uno scenario completamente diverso rispetto a quello di 12 mesi fa. “L’anno scorso abbiamo assistito ad una bolla che ha fatto correre i prezzi delle terre rare verso il cielo.” Le società quotate in borsa, nel settore terre rare, hanno visto le proprie azioni crescere vertiginosamente anche se, delle 260 società quotate, solo una, la Molycorp, sta attualmente producendo terre rare. Di conseguenza Lifton prevede che le quotazioni di molte di queste società, troverà un ridimensionamento delle proprie quotazioni.

Lifton ha sottolineato di essere in totale disaccordo con la teoria che i prezzi di tutte le terre rare crolleranno. Anzi prevede che alcuni tra gli elementi delle terre rare manterranno quotazioni elevate, poichè la domanda è superiore all’offerta. Inoltre non esiste una produzione significativa al di fuori della Cina.


Ma la considerazione più importante è che “gli investitori dovrebbero capire che non esiste un unico mercato delle terre rare”. Per ogni elemento delle terre rare (sono 17) esiste un mercato diverso. Per almeno metà delle terre rare, la produzione e l’utilizzo, sono così minuscoli che non ha nemmeno senso parlare di un mercato vero e proprio.

Secondo Lifton, gli Stati Uniti non stanno facendo abbastanza per sviluppare nuove fonti di terre rare all’interno del paese, ignorando così totalmente le esigenze dell’industria. Anche il Pentagono è troppo ottimista, nel credere che le forniture nazionali saranno sufficienti a soddisfare le proprie esigenze fino al 2013. L’obbiettivo della Cina è di avere un monopolio finale sul mercato. Senza importanti fonti di approvvigionamento nazionali, il futuro delle industrie americane corre grossi rischi. E in Europa la situazione è addirittura peggiore.

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